Rissa tra palestre, Rama ricorre in appello
Il maestro di arti marziali annuncia ricorso contro l’assoluzione di quattro atleti accusati di lesioni
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OLBIA. Mario Rama ricorrerà in Appello contro la sentenza di assoluzione dei quattro atleti di arti marziali della palestra SK1 accusati di lesioni personali gravi e danneggiamento in concorso, nei suoi confronti. Il maestro di arti marziali aveva denunciato di essere stato vittima di un’aggressione da parte di Gabriele Manunta e di tre allievi della sua palestra, Massimiliano Careddu, Claudio Davoli e Antonio Mette, la sera del 9 febbraio 2009, episodio avvenuto nella palestra di Rama. Un pestaggio secondo la parte offesa, un incontro tra palestre, secondo i quattro finiti a giudizio. Mario Rama riportò diverse fratture e rimase fuori combattimento per diversi mesi, denunciando di essere stato vittima di un’aggressione da parte dei quattro. Ma le risultanze processuali sono andate a favore della difesa. Il gup del tribunale di Tempio Marco Contu, il 20 novembre scorso, ha assolto dalle accuse Gabriele Manunta, Massimiliano Careddu e Carlo Davoli, difesi rispettivamente dagli avvocati Marzio Altana, Antonello Desini e Giampaolo Murrighile, tutti e tre giudicati con rito abbreviato condizionato all’audizione dei testimoni, e ha prosciolto Antonio Mette (che non aveva fatto richiesta di rito alternativo). Nell’udienza precedente lo stesso pubblico ministero Gianluigi Dettori aveva chiesto l’assoluzione. Ora Rama, assistito dall’avvocato Milena Patteri, del foro di Nuoro, annuncia ricorso in Appello. «Non è possibile allo stato e prima di aver dato attenta lettura della motivazione che il Giudice depositerà a febbraio, stabilire le ragioni poste alla base della sentenza di assoluzione – dice l’avvocato Patteri – Vero è, però, che per Manunta, Davoli e Careddu non si è trattato di assoluzione con formula piena ma ai sensi dell’art. 530 secondo comma cpp, ossia assoluzione con formula definita dubitativa, generalmente invocata laddove non si sia raggiunta la piena prova della colpevolezza o innocenza degli imputati. Allo stato non è dato capire come si possa ritenere che tra le parti sia avvenuto un combattimento regolare tra soggetti che, tra l’altro, hanno anche peso diverso (circa 68 Kg Rama e circa 100 Kg i Manunta). Il Coni – conclude il legale – vieta ogni tipo di violenza specialmente se commessa da istruttori. Ricorreremo in Appello per far emergere la realtà dei fatti». (t.s.)
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