Azionariato popolare per il Calangianus
La società giallorossa vuole coinvolgere i cittadini nella gestione. Cossu: facciamo i miracoli
2 MINUTI DI LETTURA
CALANGIANUS. E’ in profonda crisi quell’intenso e caldo rapporto che legava una bella fetta della popolazione alla propria squadra di calcio. Basta guardare lo scarso numero di spettatori che da tempo segue il Calangianus: domenica sugli spalti si potevano calcolare in 100-150 persone. E si che era in programma una gara contro il Stintino, una big dell’Eccellenza, con i giallorossi affamati di punti. In altri tempi ben diversa sarebbe stata l’affluenza.
«No, non sono d’accordo con questa analisi sull’affluenza -dice il presidente Paolino Cossu-: lo scarso numero di spettatori non è solo fenomeno di oggi ma è qualcosa che si ripete da anni».
Comunque sia i giovani oggi non amano più trascorrere un pomeriggio sugli spalti del Signora Chiara per vivere un intenso momento di coesione sociale. Ma la società vuole avviare un nuovo corso. «Si parte dal presupposto di coinvolgere il più possibile i calangianesi nella gestione della società attraverso la partecipazione finanziaria. Una sorta di azionariato popolare per evitare che su poche persone ricada l'intero peso economico. La scritta sulle divise “Ajò per Calangianus” fa parte di questo progetto. Una scritta che a breve sarà registrata dall'amministrazione comunale che vuole essere parte attiva in questo processo di sensibilizzazione per creare una società che possa camminare sulle proprie gambe». Parole di Antonio Brigaglia dirigente giallorosso ed ex amministratore comunale che, attraverso altri amici e partendo anche da un nuovo corso nel settore giovanile, vorrebbe segnare una svolta. «Se è vero - dice un altro dirigente - che al Signora Chiara l’affluenza non sia delle migliori, si deve dire che se la società sinora può soddisfare le esigenze dei giocatori. Lo fa grazie a tante persone che, più del passato, stanno dando dei piccoli contributi.Certo mancano i grandi sponsor ,che non ci saranno più. Prendiamone atto e non fermiamoci».
« Tutto bello per il futuro - aggiunge Paolino – ma c’è un presente che incombe. Stiamo facendo miracoli ,vorremmo mantenere la categoria. Per di più un Signora Chiara che non ha i requisiti per accogliere i tifosi per il derby con la Torres, ci costringe ad andare a Tempio . Un altro disagio che proprio non ci voleva. Abbiamo il dovere di perseverare». (p.z.)
«No, non sono d’accordo con questa analisi sull’affluenza -dice il presidente Paolino Cossu-: lo scarso numero di spettatori non è solo fenomeno di oggi ma è qualcosa che si ripete da anni».
Comunque sia i giovani oggi non amano più trascorrere un pomeriggio sugli spalti del Signora Chiara per vivere un intenso momento di coesione sociale. Ma la società vuole avviare un nuovo corso. «Si parte dal presupposto di coinvolgere il più possibile i calangianesi nella gestione della società attraverso la partecipazione finanziaria. Una sorta di azionariato popolare per evitare che su poche persone ricada l'intero peso economico. La scritta sulle divise “Ajò per Calangianus” fa parte di questo progetto. Una scritta che a breve sarà registrata dall'amministrazione comunale che vuole essere parte attiva in questo processo di sensibilizzazione per creare una società che possa camminare sulle proprie gambe». Parole di Antonio Brigaglia dirigente giallorosso ed ex amministratore comunale che, attraverso altri amici e partendo anche da un nuovo corso nel settore giovanile, vorrebbe segnare una svolta. «Se è vero - dice un altro dirigente - che al Signora Chiara l’affluenza non sia delle migliori, si deve dire che se la società sinora può soddisfare le esigenze dei giocatori. Lo fa grazie a tante persone che, più del passato, stanno dando dei piccoli contributi.Certo mancano i grandi sponsor ,che non ci saranno più. Prendiamone atto e non fermiamoci».
« Tutto bello per il futuro - aggiunge Paolino – ma c’è un presente che incombe. Stiamo facendo miracoli ,vorremmo mantenere la categoria. Per di più un Signora Chiara che non ha i requisiti per accogliere i tifosi per il derby con la Torres, ci costringe ad andare a Tempio . Un altro disagio che proprio non ci voleva. Abbiamo il dovere di perseverare». (p.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
