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Olbia

«Cancello aperto, nessun pericolo al parco»

«Cancello aperto, nessun pericolo al parco»

L’assessore Pinducciu interviene sul caso Fausto Noce: la sicurezza è garantita. Critica l’opposizione

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OLBIA. Il cancello che sigilla il parco Fausto Noce torna al centro delle polemiche. Mesi fa il sindaco Settimo Nizzi aveva deciso di chiudere i cancelli per impedire a qualsiasi mezzo di entrare nell’area sportiva. Una decisione che aveva scatenato diverse critiche. Domenica pomeriggio l’ultimo caso che ha fatto discutere. Durante una partita tra Porto Rotondo e Castelsardo, un giocatore della squadra di casa è stato colpito alla testa sull’uscita del portiere avversario. Il giovane ha perso i sensi e quindi è stata chiamata un’ambulanza. Il mezzo è arrivato qualche minuto più tardi e il giocatore, che poi si è fortunatamente ripreso, è stato portato via in barella fuori dalla struttura sportiva, perché l’ambulanza è rimasta al di là del cancello (chiuso) alle spalle dello stadio Caocci. Dunque, il mezzo stavolta è comunque riuscito a entrare almeno dentro l’area sportiva del Fausto Noce, superando il cancello che dà su via Galvani. Invece qualche mese fa l’ambulanza, chiamata durante un match di pallavolo, non era riuscita ad avvicinarsi al palazzetto perché il cancello di via Galvani era chiuso. «Sì, domenica l’ambulanza è entrata nel parco e si è fermata sotto le tribune del campo Caocci – conferma l’assessore comunale allo Sport Silvana Pinducciu –. Quindi nessun problema. Per ora il cancello di via Galvani è apparentemente chiuso, perché il lucchetto è aperto dalle 6 alle 22. Quindi le ambulanze possono entrare». Le cose però cambieranno nei prossimi giorni. «Firmeremo una convenzione con le società e a loro consegneremo le chiavi – continua l’assessore –. Così ognuno potrà aprire il cancello in caso di emergenza». Amedeo Bacciu, consigliere di minoranza della Coalizione civica, è però critico. «Secondo me un’ambulanza dovrebbe poter riuscire ad arrivare fino a bordo campo – dice –. A parte questo, so che il Comune, per la concessione delle chiavi, sta chiedendo il pagamento di una fideiussione per eventuali danni. Molte società, che si reggono anche sul volontariato, hanno però difficoltà a pagare e alcune si stanno addirittura associando per dividere le spese».

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