La Nuova Sardegna

Olbia

Niente sospensione per due magistrati

di Tiziana Simula
Niente sospensione per due magistrati

Il gip ha rigettato la richiesta del pm per Schirra e Mazzaroppi. L’avvocato Intrieri: la procura di Tempio era incompetente

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OLBIA. Nessuna sospensione per Andrea Schirra e sua moglie Chiara Mazzaroppi, i due magistrati accusati di turbativa d’asta nell’inchiesta sulle presunte aste pilotate nel tribunale di Tempio. Il gip Giulia Proto ha rigettato la richiesta di applicazione della misura interdittiva per un anno formulata dal pubblico ministero della Procura romana, Stefano Rocco Fava, titolare dell’inchiesta che da un anno ha acceso i riflettori sul palazzo di giustizia gallurese. Secondo l’accusa, i due magistrati, 42 anni lui, attualmente in servizio alla Procura di Cagliari e in precedenza alla Procura di Tempio, e 41 anni, lei, in servizio ugualmente a Cagliari, sarebbero i beneficiari dell’asta pilotata: il 26 gennaio 2016, si aggiudicarono a un prezzo inferiore rispetto al valore reale, la villa dell’imprenditore di Arzachena, Sebastiano Ragnedda. Accuse respinte durante l’interrogatorio di garanzia dai due indagati, sui quali pendeva la richiesta della misura interdittiva avanzata dal pm. Il gip ieri ha sciolto la riserva rigettando la richiesta. I due magistrati possono continuare a svolgere le loro funzioni. Si attende ora la decisione per il giudice Elisabetta Carta, sotto inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio.

«È un equivoco processuale che sarà quanto prima chiarito», commenta brevemente l’avvocato Filippo Dinacci, difensore di Chiara Mazzaroppi, figlia dell’ex presidente del tribunale di Tempio, Francesco Mazzaroppi. «Esprimo grande apprezzamento per l’equilibrata decisione del gip : il giudice ha riconosciuto che il dottor Schirra e sua moglie non sono venuti meno ai loro doveri professionali o abusato della loro funzione – dice l’avvocato Cataldo Intrieri, difensore di Schirra – A mio parere non è emerso nulla di irregolare nella procedura di assegnazione dell’immobile», ribadisce il difensore. Il quale nell’articolata memoria difensiva depositata nell’ufficio del gip evidenzia «le modalità d’indagine particolarmente invasive della procura di Tempio Pausania», ritenuta «incompetente territorialmente ad indagare su magistrati dello stesso distretto, ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura, e men che meno a richiedere e disporre intercettazioni, anche su utenze di avvocati». Il difensore evidenzia come le intercettazioni ambientali nei confronti dell’avvocato Giuliano Frau, che rappresentava gli interessi di Schirra nell’asta, siano state autorizzate da un giudice, Vincenzo Cristiano, «che oltre ad essere incompetente, era di fatto incompatibile per il ruolo in quanto indagato dalla procura di Tempio, oltre che di quella di Roma».

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