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Olbia

Piazze e aiuole ai cittadini: ecco la gestione condivisa

Piazze e aiuole ai cittadini: ecco la gestione condivisa

Il Comune darà in adozione diverse aree e garantirà inoltre delle esenzioni fiscali I volontari si occuperanno di pulizia e manutenzione. Nizzi: progetto importante

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OLBIA. Tutto si basa su uno scambio più o meno equo. I cittadini si rimboccano le maniche e adottano un pezzetto di città e il Comune, dal canto suo, potrebbe anche non far pagare alcuni tributi agli olbiesi volenterosi. La gestione condivisa dei beni della città fa un passo in avanti. A settembre il consiglio comunale aveva approvato il regolamento e la giunta ha da poco detto sì a un documento che disciplina le modalità. «I cittadini hanno la possibilità di prendersi cura di una piazza, di un giardino o di un piccolo immobile – spiega il sindaco Settimo Nizzi –. E noi li agevoleremo in questo percorso e garantiremo eventuali esenzioni. Per esempio se questi cittadini volessero organizzare un’iniziativa nello spazio da loro adottato non pagherebbero alcuni tributi. È un progetto importante».

Cittadini attivi. La formula della gestione condivisa dei beni comuni sta prendendo piede in tutta Italia. Sono decine i Comuni che hanno già adottato il regolamento e sperimentato il progetto. Un modo per incentivare il volontariato e lo sviluppo del senso civico. Allo stesso tempo il Comune, sempre più a corto di risorse, si ritroverebbe con alcuni dei suoi beni curati direttamente dai cittadini attivi. Sono diversi i pezzi di città che finiranno in adozione: piazze, strade, marciapiedi, giardini, aiuole, orti, aree gioco, aree per cani. E poi ancora panchine, dissuasori, portabici e opere d’arte. Ma non solo. I cittadini volontari avranno la possibilità di intervenire nelle scuole e in altri edifici di proprietà comunale. Diversi i tipi di interventi: pulizia di pavimentazioni, mura e pareti, piccole manutenzioni e riparazioni, tinteggiatura, presidio del luogo e segnalazione di eventuali criticità, apertura e chiusura delle aree recintate. E poi, a seconda dei casi, anche cura del verde, irrigazioni, concimazione e messa a dimora di piccole piante e arbusti. I cittadini, riuniti anche in associazioni, potranno prendersi cura dei beni comunali presentando una manifestazione di interesse. Ancora non è nota, comunque, la lista dei beni da dare in gestione.

Sostegno e vantaggi. Il Comune non resterà totalmente con le mani in mano. Il regolamento su cui si basa la gestione condivisa dei beni comunali prevede anche una serie di forme di sostegno e di eventuali vantaggi economici. Se il Comune dovesse ritenere una delle collaborazioni di particolare interesse pubblico potrebbe anche garantire l’esenzione di specifici tributi relativi alle attività svolte nel luogo preso in adozione dai volontari. (d.b.)

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