La Nuova Sardegna

Olbia

Ex poliziotto suicida, la Procura indaga

di Marco BIttau
Ex poliziotto suicida, la Procura indaga

Dietro la morte di Salvatore Sias si nasconderebbe la guerra per la vigilanza privata nelle maxi ville di Porto Rotondo

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OLBIA. C‘è il grande e oscuro affare della vigilanza privata nelle ville miliardarie di Porto Rotondo dietro la morte di un ex poliziotto 55enne, Salvatore Sias. Dell’uomo non si avevano più notizie dall’altro ieri e il suo corpo, privo di vita, è stato ritrovato ieri mattina nella scogliera di Bados, sul litorale olbiese. Prima di far perdere le sue tracce aveva detto alla compagna: “Vado a dare da mangiare ai cani”. Poi più nulla fino a ieri pomeriggio. Non ci sono dubbi: Sias si è tolto la vita con un colpo di pistola alla testa, ma il procuratore di Tempio Gianluigi Dettori ha deciso di effettuare ulteriori accertamenti affidando un supplemento di indagine agli ex colleghi del commissariato di Olbia, che per tutta la giornata di ieri hanno sentito decine di persone. Risulta che Sias, negli ultimi tempi, avesse ricevuto ripetute minacce e che, addirittura, avesse già tentato il suicidio qualche giorno fa. Insomma, la Procura di Tempio adesso vuole accertare se è il caso di formalizzare un’inchiesta, magari per istigazione al suicidio.

Dietro la vicenda si nasconde (neanche troppo) il grande business della vigilanza privata nelle mega ville di Porto Rotondo. Una attività che già in passato a Salvatore Sias era costata qualche guaio con la giustizia. Al punto da maturare la decisione di lasciare la divisa, era in forze nel reparto Anticrimine, e mettere su, insieme a un socio, anche lui poliziotto, una agenzia di security che preferibilmente si occupava delle ville dei magnati russi. Tra i due soci non sono state evidentemente rose e fiori e così la decisione di sciogliere la società e lavorare ciascuno per proprio conto. Da quel preciso momento, però, la vita di Sias è diventata un inferno.

Minacce, intimidazioni, segnalazioni anonime, addirittura attentati nel luogo di lavoro. Ad esempio, in una delle residenze di Porto Rotondo dove l’ex poliziotto si occupava della vigilanza la notte di Natale era stato appiccato un vasto incendio che aveva distrutto un capanno e una imbarcazione custodita all’interno della villa. L’obiettivo era naturalmente screditare Sias come vigilante davanti ai proprietari delle abitazioni da “mettere in sicurezza”.

L’incendio di Natale, infatti, non aveva mai convinto nessuno. Non i vigili del fuoco, non i carabinieri e tanto meno gli agenti della vigilanza del Consorzio di Porto Rotondo che per primi erano intervenuti sul luogo dell’incendio. Per tutti era apparso subito chiaro come in atto ci fosse una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per mettere le mani su i servizi di vigilanza privata nelle ville di Porto Rotondo. Un business ricco e spericolato, esattamente come nella vicina Costa Smeralda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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