La Nuova Sardegna

Olbia

Hotel Limbara, il Comune contro le aziende locatarie

di Angelo Mavuli
Hotel Limbara, il Comune contro le aziende locatarie

Delibera della giunta: «Gravi inadempimenti contrattuali» Il sindaco è stato autorizzato a costituirsi in giudizio 

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TEMPIO. La giunta comunale nella sua ultima seduta, all’unanimità, (assente per impegni Anna Paola Aisoni), ha autorizzato il sindaco a costituirsi in giudizio contro la Sardinialand srl ed altre aziende ad essa raggruppate, ultime locatarie dell’Hotel Limbara, “per difendere - si legge testualmente nella delibera, la numero 4 del 10 gennaio -, gli interessi del Comune in merito ai gravi inadempimenti contrattuali contestati alla ditta conduttrice e consociate rispetto al contratto di locazione. Il sindaco dovrà agire a tutela materiale e morale del bene pubblico con gli strumenti e le forme giudiziali più idonee”.

Patrocinatore sarà l’avvocato Giuseppina Demuro, dell’avvocatura comunale. Vista la natura e l’importanza dell’argomento, è stato deliberato anche un appropriato accantonamento finanziario.

L’Hotel Limbara esce così dal limbo delle incertezze, dove sinora il reale si confonde anche con voci e brutte chiacchiere che stanno coinvolgendo in città una serie di personaggi politici e non e professionisti di diverse branche.

La storia. L’edificio fu costruito, come colonia montana intorno al 1950. Una struttura posta alle pendici del Limbara, da cui prende il nome, in Località Curradureddu a monte della statale per Oschiri, immersa nel verde e con un panorama mozzafiato. Esaurito il suo compito di colonia, la costruzione, con il passare degli anni, fu adibita dalle amministrazioni comunali agli usi più diversi per essere infine abbandonata sino a diventare fatiscente.

Vandalismi. Oggetto di ruberie di vandali e non, la struttura è andata verso la decadenza, così come tanti altri immobili comunali. Il primo progetto per la ristrutturazione e la sua trasformazione in albergo risale al 1974. Per la fine dei lavori di restauro, costati un milione e 900mila euro, molti dei quali attinti anche dalla legge 37, si deve aspettare però sino 2007. In quell’anno, il 5 marzo, presente anche Bruno Dettori, sottosegretario di Stato all’Ambiente e alla tutela del territorio e le più alte cariche civili, politiche e militari della città e dell’allora provincia Olbia-Tempio, venne inaugurato come albergo. Il taglio del nastro in quella occasione fu affidato a Elio Corazzini amministratore della cooperativa Sirio, della Maddalena, che si era aggiudicata l’appalto per la conduzione dell’immobile. L’albergo disponeva di 28 camere doppie, otto singole, due per diversamente abili, una sala convegni, un ristorante ed altri ampi spazi.

Nebbia e silenzi. L’epilogo della storia, forse cominciata male, proseguita peggio e non ancora finita, entra nelle nebbie del Limbara nel 2011, con il passaggio della gestione dalla Sirio alla Sardinialand che nel 2015 costituisce un’Ati con la Cooperativa Turistica Sinis e la Rainbow Italia.

Interrogazioni. Nel novembre scorso l’amministrazione e stata fatta oggetto di qualche interrogazione consiliare che chiedeva lumi su paventati furti di utensili di cucina e arredo, e gravi inadempienze agli obblighi contrattuali. Una serie di accertamenti, nel più assoluto riserbo, sarebbero in corso anche da parte dei carabinieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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