La Nuova Sardegna

Olbia

I sospetti dopo l’incendio di Natale

Le fiamme avevano distrutto un capanno e una barca in una casa di punta Volpe

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO ROTONDO. C’è un filo rosso che probabilmente collega la morte di Salvatore Sias con la tettoia data alle fiamme il giorno di Natale, a Porto Rotondo. Quella sera il borgo era un luogo deserto. A un certo punto il silenzio di Punta Volpe era stato squarciato dalle sirene dei vigili del fuoco, piombati sul posto insieme ai carabinieri. Verso l’ora di cena aveva infatti preso fuoco il capanno di una grande ed elegante villa. In fiamme anche un gommone poco distante. In un primo momento si era pensato a un cortocircuito, magari partito dal quadro elettrico di un bancone da lavoro che si trovava sotto la tettoia di legno. I vigili del fuoco, quella sera, non avevano trovato alcun tipo di innesco. Ma l’incendio ci aveva impiegato davvero poco tempo a tingersi di giallo. L’ipotesi del dolo era stata presto presa in considerazione dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia. Determinanti le relazioni del servizio di vigilanza del consorzio di Porto Rotondo e i filmati delle telecamere di videosorveglianza. E con il ritrovamento del corpo dell’ex poliziotto che si occupava di vigilanza proprio a Porto Rotondo, e tra l’altro nella stessa villa interessata dall’incendio del capanno, si aggiunge dunque un nuovo e inquietante tassello alle indagini che erano partite la sera di Natale. L’incendio era stato particolarmente fulmineo: in pochi minuti le fiamme avevano avvolto la tettoia, alcuni attrezzi da giardinaggio e un gommone con un motore da 150 cavalli. Si trattava di una struttura di legno utilizzata dai manutentori della villa. Una sorta di portico di servizio per gli attrezzi da giardino. Delle fiamme che illuminavano Punta Volpe se ne erano immediatamente accorti i vigilanti della Consorzio di Porto Rotondo, che avevano subito allertato i vigili del fuoco. Giunti sul posto, i vigili avevano domato le fiamme impedendo che si espandessero anche nel resto della villa di Punta Volpe. Sul posto pure i carabinieri del reparto territoriale di Olbia, guidati dal maggiore Saverio Aucello. Nella zona sono naturalmente presenti diverse telecamere di videosorveglianza, immediatamente prese in considerazione dai carabinieri per cercare di fare presto luce sull’incendio del capanno e del gommone. La villa di Punta Volpe, che risulta essere intestata a una società, come tutte le altre presenti nel borgo in questo periodo dell’anno è disabitata. Ma il lavoro dei manutentori è costante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative