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Olbia

Ex poliziotto suicida a Bados l’avvocato: «Non era turbato»

di Tiziana Simula
Ex poliziotto suicida a Bados l’avvocato: «Non era turbato»

Sentite dagli investigatori decine di persone che gravitano nell’ambiente delle ville di Porto Rotondo  Salvatore Sias era stato indagato per peculato ma si attendeva l’udienza preliminare in tribunale

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OLBIA. Il procedimento penale per peculato a suo carico, sembrava non preoccuparlo particolarmente. Di certo, non al punto tale da togliersi la vita per questa ragione. Salvatore Sias, l’ex poliziotto 55enne trovato privo di vita sabato mattina nella scogliera di Bados e sulla cui morte sospetta indaga la Procura, sarebbe dovuto comparire a breve davanti al giudice del tribunale di Tempio per l’udienza preliminare.

«Non può essere questo il motivo che lo preoccupava», dice l’avvocato Marcella Muzzu, il legale che difendeva Sias nel procedimento penale per peculato.

L’ex poliziotto era stato accusato di aver gestito la security nelle ville di Porto Rotondo contemporaneamente all’attività in polizia. «Questo processo non lo preoccupava, non giustifica il suicidio – prosegue l’avvocato Muzzu – L’ultima volta che ci siamo sentiti mi aveva comunicato della notifica per l’udienza preliminare. Ma era sereno, era pronto ad affrontare il processo e a spiegare le sue ragioni».

Dietro la morte dell’ex poliziotto potrebbe nascondersi il grande affare della vigilanza privata nelle ville miliardarie di Porto Rotondo. Dopo la sospensione dal servizio, due anni fa, Sias aveva presentato le dimissioni e si era dedicato al campo della sicurezza privata, mettendosi in società con un altro collega poliziotto.

Poi, il litigio, e la decisione di proseguire da solo, sempre nelle ville di Porto Rotondo abitate dai russi. Un business ricco e per questo ambito, tanto da scatenare una guerra per l’aggiudicazione dei contratti di gestione.

Il personale della squadra anticrimine del commissariato di Olbia, guidata da Lino Collu, ha continuato a sentire anche ieri decine di persone che gravitano nell’ambiente delle ville superlusso dei magnati russi e raccolto elementi e informazioni sull’ultimo periodo della vita di Sias e su alcune vicende che potrebbero aver spinto l’ex poliziotto a togliersi la vita. Il sospetto è che possa essere stato istigato al suicidio. Al vaglio anche i rapporti di lavoro in quell’ambiente e in quello della vigilanza.

La vita di Salvatore Sias di sicuro non era serena nell’ultimo periodo. Nei suoi confronti, minacce e intimidazioni. Ma anche un attentato incendiario messo a segno alla vigilia di Natale, nella villa di un russo a Porto Rotondo. Villa di cui Sias curava la vigilanza. Di quell’episodio si occuparono i carabinieri. Poi, la morte dell’ex poliziotto, ucciso da un colpo di pistola. Un suicidio apparso sospetto agli inquirenti, tanto da spingere la Procura a disporre ulteriori accertamenti per fare luce sulla sua morte.

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