La Nuova Sardegna

Olbia

Ricovero rifiutato, pronte le denunce

di Angelo Mavuli
Ricovero rifiutato, pronte le denunce

Il padre di uno dei 2 ragazzi coinvolti nell’incidente di domenica: Olbia e Sassari si opponevano al trasferimento dei pazienti

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TEMPIO. Dopo un ulteriore aggravamento che aveva spinto i medici della rianimazione di Olbia ad indurre in coma farmacologico il 24 enne Fabio Vescovo, coinvolto domenica mattina in un incidente, le sue condizioni ieri pomeriggio sono migliorate e il giovane è stato risvegliato. Nelle prossime ore si deciderà se intervenire chirurgicamente sui vari traumi.

Sta meglio e potrebbe non essere operato, invece, Giovanni Farina ( compagno di viaggio di Fabio Vescovo) trasferito nel centro neurochirurgico di Nuoro: domenica pomeriggio le sue condizioni sembravano preoccupanti con probabili fratture craniche e cervicali e problemi respiratori, tanto che si sospettava una sospetta lesione ad un polmone. Tutti problemi che gli esami di ieri hanno per fortuna escluso.

In entrambi i casi comunque occorre aspettare qualche altro giorno prima di una diagnosi completa. Cessato l’allarme rosso sulle condizioni dei due giovani, molto conosciuti in città, si riparla del loro incidente: domenica mattina in pieno centro storico, sulla circonvallazione San Francesco la loro auto è finita contro l’omonima chiesa.

Intanto crescono i malumori e soprattutto le preoccupazione per il rifiuto che le strutture di Olbia e Sassari hanno posto con forza di fronte alla richieste dei sanitari del pronto soccorso tempiese che chiedevano di inviare i due ragazzi, vittime di “traumi maggiori” come si dice in gergo, nei due rispettivi centri di rianimazione. Dove più compiutamente si sarebbe potuto intervenire per evitare l’aggravarsi di una situazione già difficile.

Il Paolo Dettori. infatti, è un semplice ospedale di base che non tratta i “Traumi maggiori”. La vicenda del rifiuto ad accogliere i due ragazzi feriti da parte di Sassari ed Olbia, seguita in diretta dai parenti delle vittime, che sentivano dalla sala di aspetto le urla del medico tempiese che al telefono chiedeva il ricovero ai colleghi di Olbia e Sassari e che ha coinvolto anche la Procura della Repubblica di Tempio ed i carabinieri della locale compagnia, ha suscitato in città enorme scalpore e commenti al vetriolo.

Fra questi anche quelli di Giuseppe Farina e Simona Serra, genitori di Giovanni. «Ua cosa vergognosa ed incivile», dicono fra le lacrime i due che lodano e ringraziano invece il ponto soccorso di Nuoro per l’immediata disponibilità e i medici e tutto il personale del Dettori «per la professionalità e per la caparbietà con la quale hanno saputo imporsi».

Giuseppe Farina fa sapere anche di essersi già affidato sin dalle prime ore della vicenda ad un avvocato tempiese e di essere stato lui a rivolgersi alla procura ed ai carabinieri.

Sulla incresciosa vicenda ha annunciato un comunicato anche Alma Viola, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Gallura.

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