Il Pd incalza la giunta comunale: «Il Puc è urgente per lo sviluppo»
di Angelo Mavuli
Un documento del segretario cittadino accusa: il tema è sparito dall’agenda amministrativa «I progetti di rigenerazione urbana e albergo diffuso richiedono lo strumento in tempi rapidi»
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TEMPIO. Dopo due anni e mezzo di amministrazione della giunta Biancareddu, la redazione del Puc pare essere scomparsa dalla sua agenda, nonostante gli amministratori di oggi, (all’opposizione nel passato quinquennio), avessero fatto della redazione di questo fondamentale strumento urbanistico il loro cavallo di battaglia contro l’amministrazione Frediani». Questo, in estrema sintesi, il contenuto di un corposo comunicato stampa redatto da Mario Addis, segretario cittadino del Partito democratico, che si rivolge soprattutto all’assessore delegato, il vice sindaco Anna Paola Aisoni, con la quale ha avuto recentemente un vivace scambio di idee durante un dibattito su una emittente locale.«
« Il vicesindaco – scrive Mario Addis nel suo comunicato – quando sedeva fra i banchi dell’opposizione, non faceva passare consiglio comunale in cui non ricordasse alla giunta Frediani (che pure aveva reperito i fondi necessari e iniziato l’iter di redazione), l’importanza dello strumento di programmazione. Oggi invece, a distanza di due anni e mezzo e alla prova dei fatti il Puc pare essere scomparso dall’agenda di lavoro della giunta e del vice sindaco, che hanno fatto calare su questo argomento un silenzio tombale».
Aisoni insiste sull’esigenza di rendere immediato il Puc, «resa ancora più stringente dalle importanti opportunità che hanno bussato alla porta del Comune: la rigenerazione urbana dell’Anci-Confcommercio e il progetto privato dell’albergo diffuso a metro cubo zero. Snobbato quest’ultimo, per diversi mesi dalla giunta Biancareddu che non lo degnava di attenzione, che a malapena rispondeva alle interrogazioni delle due minoranze e che poi, da qualche tempo a questa parte lo sbandiera come una sua conquista. Dimenticando però di adottare, previa comunicazione alla città, le primarie, indispensabili e urgenti misure urbanistiche di decoro urbano richieste con forza anche dagli investitori».
In questo scenario, la giunta, osserva il segretario del Pd, «dimentica che prima dell’avvio di ogni processo di sviluppo, è indispensabile mettere le basi per garantire l’armonia territoriale e sociale. Cosa che non è stata fatta».
Il documento, dopo avere ricordato che molti comuni viciniori già da tempo hanno approvato il Puc «come strumento di governo per risollevare le sorti di importanti comparti, primi fra tutti quello artigianale e manifatturiero», chiede che la definizionedello studio del Puc «rientri nelle priorità e che si renda partecipe tutta la città senza esclusione alcuna».
« Il vicesindaco – scrive Mario Addis nel suo comunicato – quando sedeva fra i banchi dell’opposizione, non faceva passare consiglio comunale in cui non ricordasse alla giunta Frediani (che pure aveva reperito i fondi necessari e iniziato l’iter di redazione), l’importanza dello strumento di programmazione. Oggi invece, a distanza di due anni e mezzo e alla prova dei fatti il Puc pare essere scomparso dall’agenda di lavoro della giunta e del vice sindaco, che hanno fatto calare su questo argomento un silenzio tombale».
Aisoni insiste sull’esigenza di rendere immediato il Puc, «resa ancora più stringente dalle importanti opportunità che hanno bussato alla porta del Comune: la rigenerazione urbana dell’Anci-Confcommercio e il progetto privato dell’albergo diffuso a metro cubo zero. Snobbato quest’ultimo, per diversi mesi dalla giunta Biancareddu che non lo degnava di attenzione, che a malapena rispondeva alle interrogazioni delle due minoranze e che poi, da qualche tempo a questa parte lo sbandiera come una sua conquista. Dimenticando però di adottare, previa comunicazione alla città, le primarie, indispensabili e urgenti misure urbanistiche di decoro urbano richieste con forza anche dagli investitori».
In questo scenario, la giunta, osserva il segretario del Pd, «dimentica che prima dell’avvio di ogni processo di sviluppo, è indispensabile mettere le basi per garantire l’armonia territoriale e sociale. Cosa che non è stata fatta».
Il documento, dopo avere ricordato che molti comuni viciniori già da tempo hanno approvato il Puc «come strumento di governo per risollevare le sorti di importanti comparti, primi fra tutti quello artigianale e manifatturiero», chiede che la definizionedello studio del Puc «rientri nelle priorità e che si renda partecipe tutta la città senza esclusione alcuna».
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