A processo per le mucche uccise a Coluccia
Palau, gli animali selvatici furono abbattuti nel 2015 sulla base di una ordinanza del sindaco Pala
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PALAU. È proseguito ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Tempio, Maria Gavina Monni, il processo per gli abbattimenti dei capi bovini selvatici a Coluccia, avvenuti nell’aprile del 2015, su ordine dell’allora sindaco di Palau, Francesco Pala. Alla base del provvedimento firmato dal primo cittadino la pericolosità degli animali. Una trentina di mucche furono soppresse dopo una serie di episodi segnalati nella penisola di Coluccia: incidenti causati dagli animali inselvatichiti sulla strada Palau-Santa Teresa, escursionisti inseguiti e caricati dai capi bovini. Quattro persone – Andrea Azara, Piero Fresi e Costantino Rozzo, difesi dall’avvocato Daniela Ungaro, e Pierpaolo Maurelli, difeso dall’avvocato Giacomo Serra – sono finite a processo con l’accusa di non aver ottemperato all’ordinanza sindacale. La Procura di Tempio contesta a un dirigente del parco della Maddalena, che si occupò di dare esecuzione all'ordinanza del sindaco Francesco Pala e a tre operatori che effettuarono materialmente gli abbattimenti, di non avere rispettato il contenuto del provvedimento. In particolare di avere soppresso gli animali senza l’assistenza dei veterinari della Asl di Olbia. Ieri mattina, la lunga deposizione dei testimoni, tre del pubblico ministero e cinque della difesa che hanno confermato tutto ciò che era stato verbalizzato subito dopo il fatto. L’ordinanza sindacale non era stata inviata a e quindi gli imputati non erano a conoscenza del suo contenuto.
Un altro procedimento penale, che vedeva come parte civile la Lav (Lega antivivisezione) aperto per l’ipotesi di maltrattamento di animali, era stato archiviato. Il processo è stato aggiornato al 26 febbraio.
Un altro procedimento penale, che vedeva come parte civile la Lav (Lega antivivisezione) aperto per l’ipotesi di maltrattamento di animali, era stato archiviato. Il processo è stato aggiornato al 26 febbraio.
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