A giudizio un ex poliziotto aveva raggirato una donna
di Tiziana Simula
Sarà processato in tribunale l’agente della Polaria arrestato dai colleghi nel 2014 Le accuse sono circonvenzione di incapace e violazione del segreto istruttorio
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OLBIA. Rinviato a giudizio. Per Antonio Satta, 36 anni, agente della polizia di frontiera aerea, il processo davanti al tribunale collegiale si aprirà il 18 luglio. Così ha deciso ieri il gup del tribunale di Tempio Giuseppe Grotteria, accogliendo la richiesta del pubblico ministero. L’agente della Polaria era stato arrestato nel giugno del 2014 dai colleghi del commissariato di pubblica sicurezza a conclusione di un’articolata attività investigativa e in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip Marco Contu su richiesta del pm Angelo Beccu. Satta era stato indagato in concorso con altre due persone – tutte e due già rinviate a giudizio e per le quali è in corso il processo con rito ordinario davanti al giudice monocratico – per circonvenzione di persona incapace e violazione del segreto istruttorio. Per l’agente della Polaria, assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile, il pubblico ministero aveva chiesto nell’udienza preliminare di qualche settimana fa, il rinvio a giudizio dell’imputato, riservandosi. Ieri, la decisione.
Secondo l’accusa, il poliziotto, attualmente sospeso dal servizio, avrebbe approfittato, in concorso con gli altri due, dello stato di vulnerabilità di una donna, inducendola a versare, in più fasi, ingenti somme di denaro a loro vantaggio. Si parla di circa 200mila euro totali. L’indagine era scattata dalla denuncia querela presentata dalla vittima. Le persone coinvolte nel raggiro, erano il fidanzato della donna, e un amico della coppia.
Per farsi dare i soldi, le avrebbero fatto credere che il fidanzato fosse rimasto vittima di un giro di usura.
La figura del poliziotto sarebbe entrata in ballo in un secondo momento quando, facendo leva sulla divisa (il che costituisce un’aggravante), avrebbe in qualche modo fatto sì che la donna si convincesse dell’effettiva situazione di pericolo corsa dal fidanzato.
Secondo l’accusa, il poliziotto, attualmente sospeso dal servizio, avrebbe approfittato, in concorso con gli altri due, dello stato di vulnerabilità di una donna, inducendola a versare, in più fasi, ingenti somme di denaro a loro vantaggio. Si parla di circa 200mila euro totali. L’indagine era scattata dalla denuncia querela presentata dalla vittima. Le persone coinvolte nel raggiro, erano il fidanzato della donna, e un amico della coppia.
Per farsi dare i soldi, le avrebbero fatto credere che il fidanzato fosse rimasto vittima di un giro di usura.
La figura del poliziotto sarebbe entrata in ballo in un secondo momento quando, facendo leva sulla divisa (il che costituisce un’aggravante), avrebbe in qualche modo fatto sì che la donna si convincesse dell’effettiva situazione di pericolo corsa dal fidanzato.
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