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Olbia

Fascicolo inviato in ritardo indagato un cancelliere

Fascicolo inviato in ritardo indagato un cancelliere

Inchiesta sulle aste, secondo la Procura di Roma avrebbe trasmesso in ritardo al giudice Alessandro Di Giacomo il fascicolo penale su Cristian Ambrosio

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TEMPIO. Secondo la Procura di Roma avrebbe trasmesso in ritardo al giudice Alessandro Di Giacomo il fascicolo penale su Cristian Ambrosio, accusato, insieme ad altri imputati, di spaccio di sostanze stupefacenti. E per questo ritardo, Maurizio Fara, cancelliere del tribunale di Tempio, è stato indagato, finendo anche lui nell’inchiesta sulle presunte aste pilotate che vede indagato (e sospeso) il giudice Di Giacomo, insieme ad altri magistrati e avvocati.

Ieri, dopo essere stato già sentito due volte a sommarie informazioni, Fara, assistito dall’avvocato Marco Petitta, è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia. «Il cancelliere ha sempre manifestato piena disponibilità all’accertamento dei fatti e ha risposto con assoluta serenità ad ogni domanda, ricostruendo cronologicamente ogni aspetto che ha determinato il ritardo nella trasmissione del fascicolo – spiega il suo difensore – Ritardo determinato unicamente dal fatto che il fascicolo, originariamente a carico di diversi soggetti, era stato smembrato in base alle differenti scelte processuali e successivamente per errore, non del Fara, inviato al giudice del dibattimento, dovendo rimanere, almeno in parte, nella competenza del gip. Ma soprattutto dal fatto che, in quel periodo, Di Giacomo, destinatario del fascicolo, esercitava unicamente funzioni di giudice civile e dunque era privo di una sua cancelleria penale di riferimento. Tantomeno Fara era il suo cancelliere».

Nessun ritardo voluto o negligente, nessun rifiuto in atti d’ufficio, insomma, secondo la difesa. «Ma un ritardo dovuto alle dichiarazioni di astensione dei precedenti giudici penali, che si incastrano con la carenza di magistrati nel tribunale di Tempio». Il fascicolo è stato rimesso in ruolo d’udienza con uno slittamento di 5 mesi «che – sostiene Petitta – collima perfettamente con i tempi destinati a qualsivoglia altro fascicolo». (t.s.)


 

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