Costa Smeralda, vacilla il castello di accuse
Una lunga lista di assoluzioni, ma mancano le inchieste su evasione fiscale e corruzione
PORTO CERVO. Un’assoluzione dopo l’altra, è tutta da riscrivere la storia giudiziaria recente della Costa Smeralda. Il processo per il villaggio Harrods sul molo di Porto Cervo, aperto e chiuso l’altro ieri davanti al gup del tribunale di Tempio con l’ennesima sentenza di assoluzione, consolida la sensazione che il castello di inchieste costruito dalla Procura di Tempio sulla gestione della Costa Smeralda non sia così solido come poteva sembrare e che gli avvocati difensori di manager e professionisti stiano avendo ragione di tutte le accuse. In qualche caso vicende minime come l’impianto antincendio del villaggio Harrods oppure il presunto sbancamento nella spiaggia di Romazzino per allestire il palco del concerto di nozze di una coppia di ricchi libanesi. In altri casi accuse pesanti come macigni: evasione fiscale, corruzione, abuso edilizio.
Aspettando la definizione dei processi più importante (corruzione ed evasione fiscale) certo è che nello sconquasso attuale del tribunale di Tempio, travolto dalle inchieste romane sulla corruzione in atti giudiziari e sulle aste giudiziarie pilotate, i processi che riguardano la Costa Smeralda stanno aggiungendo sale e pepe agli imbarazzi già esistenti.
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