La Nuova Sardegna

Olbia

Di Maio fa il tutto esaurito: «Siamo gli unici credibili»

di Serena Lullia
Di Maio fa il tutto esaurito: «Siamo gli unici credibili»

Il candidato premier presenta il programma per andare alla guida dell’Italia «Con 30 miliardi risparmiati dalle spese inutili: pensioni, lavoro, scuole e sanità»

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OLBIA. Il suo è un discorso elettorale di respiro nazionale. Di Sardegna c’è poco nel lungo applauditissimo intervento del candidato premier del M5Stelle, Luigi di Maio. Sarà compito dei candidati isolani, al suo fianco nella sala del Blu Marine gonfia di pubblico, far entrare nell’agenda nazionale i temi con i quattro mori. Di Maio passeggia con tranquillità da un argomento all’altro. Dall’Europa «a cui dobbiamo chiedere di sforare il 3% del deficit come concesso alla Spagna», alla sanità «basta con i vertici nominati dalla politica», alle pensioni «tutti hanno diritto a una pensione minima di 750 euro».

Credibilità. Di Maio parte da un concetto che è un po’ il marchio di fabbrica del Movimento 5 stelle. La credibilità. «Io posso presentare un programma bellissimo, gli altri lo stesso, ma un programma ha valore solo se chi lo presenta è credibile, se ha fatto quello che diceva nella sua storia politica – dice –. Ci presentiamo tutti con programmi bellissimi, ma c’è gente che ha avuto venti anni per cambiare questo paese e non lo ha fatto. Non possiamo presentarci tutti ai blocchi di partenza come se il passato non esistesse. Sarebbe come se ci avessero cancellato la memoria. Io vi chiedo di avere memoria in questa campagna elettorale».

Vitalizi stop. Di Maio ricorda poi la battaglia per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e la cancellazione dei vitalizi. «Siamo la forza politica a cui gli italiani avevano chiesto di riportare giustizia sociale e lottare contro gli sprechi. Vengo qui con orgoglio a dire che siamo gli unici a cui si applica la legge Fornero perché abbiamo rinunciato ai vitalizi e che abbiamo dimezzato lo stipendio dei nostri parlamentari. Da vice presidente della Camera ho rinunciato a doppi stipendi, voli di Stato, auto blu. In totale 300mila euro in cinque anni».

Dagli sprechi la soluzione. 30 miliardi. È questa la cifra che per i 5 stelle farà la differenza. «Sul bilancio di 800 miliardi ci sono almeno 30 miliardi che possiamo recuperare dagli sprechi – afferma il leader pentastellato –. 30 miliardi da reinvestire in qualità della vita, sanità, istruzione, pensioni, lavoro, famiglia, infrastrutture, politiche per i giovani. Una cifra che non fa parte di un mio slogan, ma è quella indicata negli anni da tutti i commissari per la spending review che sono passati da Palazzo Chigi. Solo che quando andavano dal presidente del Consiglio e spiegavano che come prima cosa si dovevano tagliare le 8mila partecipate e gli stipendi dei Consigli di amministrazione, il presidente del Consiglio invece di tagliare le partecipate mandava a casa il commissario».

Via indici e punti. Sul tema della qualità della vita Di Maio rottama indici e punti percentuali. Il miglioramento si dovrà sentire a pelle. «La nostra sfida non è dirvi, faremo crescere di due punti il Pil, la disoccupazione giovanile calerà di quattro punti – afferma Di Maio –.Vogliamo farvi percepire il miglioramento. Perché se ogni giorni gli indici di occupazione salgono ma non si percepisce alcun beneficio nella vita di tutti i giorni c’è qualcosa che non va. E così si allontana la gente dalle istituzioni».

Sanità. Il forbicione dei Cinque stelle, una volta al Governo, promette di arrivare anche nella sanità. «Vero bancomat della politica – sottolinea Di Maio –. Finché la politica nominerà i vertici della sanità, la sanità lavorerà per la politica e non per i cittadini. Basta con le nomine politiche dei manager della sanità. Serve la meritocrazia».

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