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Nel 2014 la vittima fu Fadel giocatore del club di casa

Nel 2014 la vittima fu Fadel giocatore del club di casa

SANTA TRESA. Nel 2014 fu un giocatore del Trinità, proprio il club oggi “sotto accusa”, a restare vittima di un brutto episodio di razzismo. Sul campo del Perfugas la gara contro il Trinità venne...

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SANTA TRESA. Nel 2014 fu un giocatore del Trinità, proprio il club oggi “sotto accusa”, a restare vittima di un brutto episodio di razzismo. Sul campo del Perfugas la gara contro il Trinità venne archiviata come una domenica di follia. Una triste pagina di storia del calcio: il senegalese Fadel, all'anagrafe Fail Cheiwhna Cheiwh, fu apostrofato con insulti razzisti per un'ora e mezzo. Tanto da far scoppiare in lacrime la fidanzata, seduta in tribuna. «Vai a mangiare banane», «Dovresti stare in uno zoo, è quello il tuo habitat». Sono alcune delle frasi che vennero gridate dagli spalti al calciatore pochi minuti dopo aver commesso un fallo, sanzionato dall'arbitro. Da quel momento un «Buu» e insulti a ogni pallone che toccava.

Il Trinità prese posizione. Il dirigente Pietro Addis scrisse agli organi federali raccontando il grave episodio. L'arbitro annotò tutto nel taccuino e nel referto. Il giudice sportivo sanzionò il San Giorgio Perfugas con una giornata da disputare a porte chiuse, disponendo la sospensione dell'esecuzione della sanzione e sottoponendo la società a un periodo di prova di un anno. Fadel, deluso, commentò: «Da quando gioco in Sardegna è la prima volta che succede una cosa del genere. Ho giocato in Francia e nessuno mi ha mai detto certe cose. Sono sorpreso e amareggiato, ma non faccio di tutta un'erba un fascio». (w.b.)

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