La Nuova Sardegna

Olbia

Vigile del fuoco sì, volontario no

di Tiziana Simula
Vigile del fuoco sì, volontario no

Procedimento disciplinare per un addestratore di cani: collabora con la Cri

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PADRU. Un centro di addestramento cani per la ricerca di persone fermo al palo e un vigile del fuoco, che quei cani li avrebbe dovuti addestrare, sottoposto a procedimento disciplinare dal suo comando. Questa, in sintesi, la vicenda che ha come protagonista Gavino Fiori, vigile del fuoco originario di Sassari e in servizio a Cagliari, per anni addestratore cinofilo ufficiale dei vigili del fuoco nell’isola. Nei suoi confronti, il comando ha prima inviato una diffida e successivamente, dal 5 gennaio 2018, ha aperto un procedimento disciplinare a Roma: in ballo potrebbe esserci perfino il suo posto di lavoro. Tutto questo perché Gavino Fiori faceva il volontario per la Croce Rossa, offrendo il suo contributo gratuito all’associazione come addestratore cinofilo. La Croce Rossa sta lavorando a un importante progetto, a Padru: la creazione di un centro per la preparazione di cani da soccorso per la ricerca di persone. Un servizio inesistente nel nord dell’isola. «Il comando dei vigili del fuoco lo ha diffidato dal fare il volontario per la Croce Rossa», spiegano gli avvocati Gerardo Pileci e Quirico Sanna del foro do Tempio, incaricati della difesa dell’uomo nella causa di lavoro per conto dell’associazione, il cui progetto, ora, è inevitabilmente bloccato, dovendosi occupare, Gavino Fiori, dell’addestramento dei cani.

«Faceva il volontario della Croce Rossa al di fuori dall’orario di lavoro, con attrezzature proprie, cane compreso, e con brevetti acquisiti al di fuori dell’attività lavorativa di vigile del fuoco – proseguono i difensori – Nel 2016 aveva partecipato a un seminario finalizzato all’istituzione del gruppo cinofilo della Croce Rossa che a Padru sta attivando un centro per l’addestramento dei cani da soccorso. Nel 2017, il comando dei vigili del fuoco gli ha revocato l’autorizzazione a partecipare alla Croce Rossa e lo ha diffidato dal continuare a fare il volontario perché, così sostiene il comando, disperdeva le energie psicofisiche in favore di soggetti terzi. Diffida a cui lui ha ottemperato. Il 5 gennaio 2018 è stato aperto il procedimento disciplinare a suo carico, inviato al Consiglio di disciplina, a Roma. Attendiamo ora di depositare le nostre memorie difensive».

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