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Olbia

Cipnes Abbanoa 

Nizzi a giudizio per la guerra dell’acqua

OLBIA. In una conferenza stampa aveva minacciato di interrompere i servizi forniti ad Abbanoa, potabilizzazione dell’acqua e depurazione dei reflui fognari, in caso di mancato versamento dei primi...

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OLBIA. In una conferenza stampa aveva minacciato di interrompere i servizi forniti ad Abbanoa, potabilizzazione dell’acqua e depurazione dei reflui fognari, in caso di mancato versamento dei primi acconti dei 12 milioni di euro che il Cipnes rivendicava dal gestore unico del servizio idrico. La Procura di Tempio aveva aperto un fascicolo per interruzione di pubblico servizio, anche se Settimo Nizzi, in qualità di presidente del Cipnes, ha sempre negato di aver interrotto l’erogazione dell’acqua.

La guerra Cipnes-Abbanoa, scoppiata anni fa (in gran parte sanata sul fronte del debito), è approdata ieri in tribunale, davanti al giudice monocratico. A Nizzi e ad altri coimputati, la Procura contesta il reato di interruzione di pubblico servizio con la chiusura delle condotte idriche che servono parte di Olbia (Tilibbas, Pittulongu e Bados) e Golfo Aranci, nel giugno 2013. L’ex presidente del Cipnes, difeso dall’avvocato Sergio Milia, sostiene invece che nessuno diede mai l’ordine di sospendere il servizio. Ci fu solo una dura presa di posizione nei confronti di Abbanoa per il pagamento dei debiti. (t.s.)

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