trasporti
Bus a singhiozzo, nuove proteste
I disagi dei pendolari che ogni giorno devono raggiungere Sassari
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TEMPIO. Altri due giorni senza pullman e i pendolari dell’Alta Gallura (ma non solo) non possono raggiungere Sassari. Anche mercoledì e giovedì il bus per raggiungere il capoluogo turritano non c’era. Crescono il disagio e la protesta. Solo la settimana scorsa, un gruppo di persone tra studenti e lavoratori raccontavano il disservizio che sono costretti a subire spesso. Pagano un abbonamento mensile e non vengono rimborsati quando il pullman non c’è.
«Capita 3 o 4 volte al mese – si racconta tra i pendolari –, l’abbonamento lo paghiamo intero, ogni mese, non ci restituiscono nulla quando non c'è. Non rimaniamo a piedi solo noi che partiamo dalla stazione di Tempio Pausania ma, anche chi prende il mezzo a Bortigiadas e da Perfugas: è un disagio per tante decine di persone». A Mattia Cubeddu (di Luras), Roberto Butta e Gian Piero Cherchi di Tempio, Matteo Tamponi di Calangianus che hanno raccontato giorni fa, si aggiungono due donne tempiesi, Valentina Mura e Anna Ladu. Il pullman dell’Arst – quando c’è – parte alle 6.30 da Tempio e arriva a Sassari alle ore 7.37. «Non è possibile andare avanti così. Ognuno di noi deve raggiungere Sassari. Non farlo comporta disagi di studio o lavorativi – aggiungono i pendolari –, sembra di viaggiare in vecchi carrozzoni. Sono mezzi veramente vecchi che fanno ogni tipo di rumore e sono freddi: ogni giorno una nuova. A volte ci piove dentro e per questo spesso troviamo i sedili bagnati. Non solo noi subiamo i disagi, anche per gli autisti è imbarazzante: sono gentilissimi e ci tengono informati». A volte, visti gli impegni che si hanno a Sassari (lavorativi, scolastici o per visite mediche) i pendolari si organizzano con diverse auto e devono chiedere un passaggio. Dopo la segnalazione a “La Nuova Sardegna” e email all’Arst e alla Regione, i pendolari si sono rivolti, mercoledì mattina, anche ai Carabinieri di Tempio. (s.d.)
«Capita 3 o 4 volte al mese – si racconta tra i pendolari –, l’abbonamento lo paghiamo intero, ogni mese, non ci restituiscono nulla quando non c'è. Non rimaniamo a piedi solo noi che partiamo dalla stazione di Tempio Pausania ma, anche chi prende il mezzo a Bortigiadas e da Perfugas: è un disagio per tante decine di persone». A Mattia Cubeddu (di Luras), Roberto Butta e Gian Piero Cherchi di Tempio, Matteo Tamponi di Calangianus che hanno raccontato giorni fa, si aggiungono due donne tempiesi, Valentina Mura e Anna Ladu. Il pullman dell’Arst – quando c’è – parte alle 6.30 da Tempio e arriva a Sassari alle ore 7.37. «Non è possibile andare avanti così. Ognuno di noi deve raggiungere Sassari. Non farlo comporta disagi di studio o lavorativi – aggiungono i pendolari –, sembra di viaggiare in vecchi carrozzoni. Sono mezzi veramente vecchi che fanno ogni tipo di rumore e sono freddi: ogni giorno una nuova. A volte ci piove dentro e per questo spesso troviamo i sedili bagnati. Non solo noi subiamo i disagi, anche per gli autisti è imbarazzante: sono gentilissimi e ci tengono informati». A volte, visti gli impegni che si hanno a Sassari (lavorativi, scolastici o per visite mediche) i pendolari si organizzano con diverse auto e devono chiedere un passaggio. Dopo la segnalazione a “La Nuova Sardegna” e email all’Arst e alla Regione, i pendolari si sono rivolti, mercoledì mattina, anche ai Carabinieri di Tempio. (s.d.)
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