La Nuova Sardegna

Olbia

«Progetto senza copertura finanziaria»

«Progetto senza copertura finanziaria»

Coalizione civica contro il voto: «Non siamo tecnici per valutare soluzioni di ingegneria idraulica»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Le tre proposte anti-Mancini infiammano il Palazzo. Gli studi di fattibilità elaborati dalla Technital arrivano in aula senza passare dalla commissione Urbanistica. E senza i pareri degli enti regionali chiamati poi ad approvarlo. L’opposizione si appella al presidente del Consiglio, Gianpiero Mura. Con un documento i consiglieri della Coalizione civica e democratica Rino Piccinnu, Patrizia Desole, Antonio Loriga, Ivana Russu, Amedeo Bacciu e Massimo Satta chiedono «di non aprire la discussione sull’argomento in seduta ufficiale senza avere acquisito tutti i pareri e per fare in modo che l’argomento transiti regolarmente in Commissione Urbanistica e Lavori pubblici».

Politici non tecnici. Il consigliere Rino Piccinnu, a nome della Coalizione, spiega il suo no al voto. «Siamo consiglieri comunali e non tecnici – afferma –. Lunedì viene chiesto a noi di decidere quale di tre proposte di ingegneria idraulica, sia la migliore per mettere al sicuro i nostri concittadini. Nel caso del Piano Mancini, il progetto venne elaborato in forma condivisa dai tecnici comunali, dal professor Mancini e dagli enti coinvolti in questo iter come l’Istituto idrografico e il Genio civile. Ci venne presentata una proposta tecnica considerata la migliore per mettere al sicuro la città da un possibile evento alluvionale. Il Piano prima transitò in commissione Urbanistica e poi in Consiglio. Ci domandiamo come mai tutta questa fretta da parte dell’amministrazione Nizzi?Perché evitare il confronto e limitarlo a due ore di seduta pubblica in cui tutti dovranno capire tutto?».

Piano senza soldi. Piccinnu ricorda poi che non esiste nessuna garanzia che i finanziamenti ottenuti dal Piano Mancini vengano traslati sul Piano anti-Mancini. «Quel progetto fu finanziato, tra pochi in Italia, perché immediatamente cantierabile – ricorda il consigliere Piccinnu –. Oggi ci sono 70 milioni di euro disponibili per le vasche di laminazione. Soldi che, nel momento in cui il progetto venisse bloccato, verranno dirottati su opere di mitigazione del rischio di altri comuni italiani che possono partire subito. Non tra quattro o cinque anni. Perché è questo il tempo che serve a un piano per essere approvato. Nessuna persona responsabile e di buon senso potrebbe rinunciare a un Piano approvato, realizzabile e finanziato, per una nebulosa senza copertura e senza uno straccio di parere positivo». Vasche e gallerie. Piccinnu ricorda poi come nel giro di qualche anno le vasche di laminazione, da personificazione del male si siano trasformate in belle e utili. «Due proposte su tre le prevedono in coppia con un canale scolmatore con chilometri di gallerie che dovrebbero essere scavate sotto le strade, dentro la montagna, sotto la pista dell’aeroporto – conclude –. E con vasche di laminazione che sono il doppio delle somma delle 3 previste nel piano Mancini e che sono comunque dentro la città. Ma su terreni diversi. Altro che l’acqua fuori da Olbia». (se.lu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative