Mannena e Re Giorgio sposi: grande folla nelle vie di Tempio
di Angelo Mavuli
Seconda sfilata sotto il sole: pubblico numerosissimo, ma ancora difficile da quantificare Entusiasmo davanti ai nove carri e alle frizzanti esibizioni di quattordici gruppi estemporanei
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TEMPIO. La seconda sfilata del carnevale dedicata al matrimonio di re Giorgio con la popolana Mannena, è stata caratterizzata, così come ormai avviene in città da molti anni nelle domenica di carnevale, da un enorme numero di spettatori. Difficilissimo da quantificare, in quanto lo stesso, per motivi di sicurezza, è stato spalmato, per così dire, su un lunghissimo percorso che partendo da Via G. Demartis, ha attraversato, Via Monsignor Morera, Via ANgioi, Corso Matteotti, Piazza Italia, Via Gramsci, per immettersi poi su Largo Alcide De Gasperi da dove i carri, transitando da Via Puchoz a da Viale Valentino, sono rientrati nei capannoni di via Pacinotti e Viale Giovanni XXIII.
Una sfilata allegra e spensierata che ha visto esibirsi, in coreografie, danze e sketcha volte esilaranti, migliaia di figuranti.
Nell’ordine hanno sfilato: la Maschera gadduresa, gli Sbandieratori di Arezzo, re Giorgio, le Majorettes di Tempio, la popolana Mannena assurta al rango di regina e già in odore di vedovanza per le stramberie che il re, immemore delle sue promesse ( “come alcuni politici odierni”), avrebbe già messo in atto o starebbe per attuare.
Al seguito del re anche la valentissima e numerosissima banda musicale città Tempio, sempre più ricca e attraente. E’ stata quindi la volta dei nove carri allegorici a concorso. Belli, ben costruiti e già più volte menzionati, inframezzati da quattordici gruppi estemporanei, la vera anima del “Carrasciali timpiesu”.
Carichi di allegria, ma “ambasciatori” anche di allegorie pungenti, fuori dalle regole non scritte nelle quali, forse, i carri allegorici ufficiali, da qualche anno a questa parte, si stanno invece troppo immedesimando. Forse per non urtare un potere sempre più refrattario e insofferente a qualunque tipo di dissenso, ma dimenticando al tempo stesso che “Lu Carrasciali” e soprattutto irriverenza e sberleffo feroce al potere costituito. Ingredienti del carnevale oggi forse dimenticati per regolamento o, ancor peggio, per paura. Ad onorare le nozze del sovrano, tutti in posizione strategica in modo tale da essere notati dal “popolo” ( plaudente al re), anche tantissimi personaggi illustri della politica gallurese e regionale che le severe norme della par condicio vietano però di intervistare sull’evento, né tanto meno di nominare.
In estrema sintesi una bella sfilata per la quale va dato pieno merito agli organizzatori. Oggi pomeriggio sfilano i bambini (alle 15) e domani il corteo finale con il rogo di Re Giorgio.
Una sfilata allegra e spensierata che ha visto esibirsi, in coreografie, danze e sketcha volte esilaranti, migliaia di figuranti.
Nell’ordine hanno sfilato: la Maschera gadduresa, gli Sbandieratori di Arezzo, re Giorgio, le Majorettes di Tempio, la popolana Mannena assurta al rango di regina e già in odore di vedovanza per le stramberie che il re, immemore delle sue promesse ( “come alcuni politici odierni”), avrebbe già messo in atto o starebbe per attuare.
Al seguito del re anche la valentissima e numerosissima banda musicale città Tempio, sempre più ricca e attraente. E’ stata quindi la volta dei nove carri allegorici a concorso. Belli, ben costruiti e già più volte menzionati, inframezzati da quattordici gruppi estemporanei, la vera anima del “Carrasciali timpiesu”.
Carichi di allegria, ma “ambasciatori” anche di allegorie pungenti, fuori dalle regole non scritte nelle quali, forse, i carri allegorici ufficiali, da qualche anno a questa parte, si stanno invece troppo immedesimando. Forse per non urtare un potere sempre più refrattario e insofferente a qualunque tipo di dissenso, ma dimenticando al tempo stesso che “Lu Carrasciali” e soprattutto irriverenza e sberleffo feroce al potere costituito. Ingredienti del carnevale oggi forse dimenticati per regolamento o, ancor peggio, per paura. Ad onorare le nozze del sovrano, tutti in posizione strategica in modo tale da essere notati dal “popolo” ( plaudente al re), anche tantissimi personaggi illustri della politica gallurese e regionale che le severe norme della par condicio vietano però di intervistare sull’evento, né tanto meno di nominare.
In estrema sintesi una bella sfilata per la quale va dato pieno merito agli organizzatori. Oggi pomeriggio sfilano i bambini (alle 15) e domani il corteo finale con il rogo di Re Giorgio.
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