Olbia, bar incendiato dai titolari: madre e figlio a processo
Secondo l’accusa avrebbero dato fuoco al locale per intascare l’assicurazione. Erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di danneggiamento, truffa e frode
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OLBIA. Avrebbero dato fuoco al locale, simulando anche un furto, per incassare il premio dell’assicurazione. A questa conclusione erano arrivate le indagini condotte dalla Procura di Tempio e dai carabinieri del nucleo operativo del gruppo territoriale di Olbia, all’indomani dell’incendio che danneggiò un bar, in via Fausto Noce, vicino alla basilica di San Simplicio, nel 2016. I titolari del pubblico esercizio, Giammario Piras e la madre Grazietta Calaresu, difesi dall’avvocato Cristina Cherchi, sono stati rinviati a giudizio nell’aprile scorso per danneggiamento, truffa, furto e frode all’assicurazione. Nei giorni scorsi, ha preso il via il processo nei confronti di madre e figlio, con l’apertura del dibattimento davanti al giudice monocratico Marco Contu. I due devono rispondere dell’accusa di aver provocato loro stessi l’incendio, simulando un furto alle slot machine e un attentato, con l’intento di intascare i soldi dell’assicurazione. Questa, appunto, la contestazione mossa nei loro confronti dalla Procura. Il processo è stato aggiornato a maggio. Saranno sentiti i testi del pubblico ministero.
Il bar Basilica era andato a fuoco ai primi di gennaio del 2016. Sembrava un incendio doloso, ma poco dopo le indagini dei carabinieri erano arrivate ad un’altra conclusione. Che a provocarlo, fossero stati gli stessi titolari. Accusa ora da provare o smantellare in dibattimento.
A destare dubbi negli investigatori era stato soprattutto un particolare: la finestra sarebbe stata forzata dall’interno del bar e non dall’esterno, come sarebbe dovuto avvenire se, realmente, fossero entrati gli incendiari. (t.s.)
Il bar Basilica era andato a fuoco ai primi di gennaio del 2016. Sembrava un incendio doloso, ma poco dopo le indagini dei carabinieri erano arrivate ad un’altra conclusione. Che a provocarlo, fossero stati gli stessi titolari. Accusa ora da provare o smantellare in dibattimento.
A destare dubbi negli investigatori era stato soprattutto un particolare: la finestra sarebbe stata forzata dall’interno del bar e non dall’esterno, come sarebbe dovuto avvenire se, realmente, fossero entrati gli incendiari. (t.s.)
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