Bacciu: referendum sui piani anti alluvione
di Serena Lullia
Il consigliere propone una consultazione popolare sul progetto Mancini e sul nuovo studio Technital
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OLBIA. Un referendum sul Piano Mancini. A lanciare l’idea è l’ex assessore ai Lavori pubblici Davide Bacciu, oggi consigliere di opposizione. Il punto di partenza del quesito deve essere però la certezza che il doppio finanziamento, 120 milioni di euro del Governo e 20 milioni della Regione siano garantiti. Poi si potrà chiedere ai cittadini di esprimersi sulle due proposte in campo per mettere in sicurezza la città dalle alluvioni. Il Piano Mancini e il Piano Nizzi.
La proposta. Il referendum consultivo è previsto dallo statuto. Può essere proposto da chiunque ma deve essere autorizzato dal sindaco. «Sono sicuro che il sindaco non avrà nessun problema ad accogliere questa mia proposta – afferma il consigliere Bacciu –. Ha più volte ripetuto in questi mesi che la città non vuole il Piano Mancini. Il referendum è uno strumento democratico per coinvolgere tutti coloro che direttamente hanno subito i danni delle due alluvioni e che fino a oggi non si sono espressi. Se “vincesse” il Piano Technital darebbe anche maggiore forza alla proposta che arriverà da Olbia sui tavoli regionali, perché supportata dal consenso popolare».
I finanziamenti. Ma la prima certezza che chiede Bacciu è sui finanziamenti. «Avrei votato un piano migliorativo del Mancini se solo avessi avuto la certezza scritta, di Regione e ministero, che i finanziamenti da noi ottenuti non si perderanno – aggiunge il consigliere Bacciu –. Senza soldi potremmo avere il piano migliore di questo mondo ma resterebbe un pezzo di carta. E avrei voluto avere anche certezza sui tempi di realizzazione delle opere prospettate dalla società Technital».
Dibattiti e confronti. Bacciu chiede anche che nei prossimi due mesi si apra il dibattito e il confronto con i cittadini sui due piani del rischio. «Mi piacerebbe assistere non a un processo senza difesa come accaduto in Consiglio comunale, ma a un contraddittorio serio e approfondito tra tecnici davanti alla popolazione – conclude l’ex assessore –. Nei prossimi due mesi, mentre comunque gli iter burocratici dei due Piani andranno avanti, potremmo sapere realmente come la pensano i cittadini».
La proposta. Il referendum consultivo è previsto dallo statuto. Può essere proposto da chiunque ma deve essere autorizzato dal sindaco. «Sono sicuro che il sindaco non avrà nessun problema ad accogliere questa mia proposta – afferma il consigliere Bacciu –. Ha più volte ripetuto in questi mesi che la città non vuole il Piano Mancini. Il referendum è uno strumento democratico per coinvolgere tutti coloro che direttamente hanno subito i danni delle due alluvioni e che fino a oggi non si sono espressi. Se “vincesse” il Piano Technital darebbe anche maggiore forza alla proposta che arriverà da Olbia sui tavoli regionali, perché supportata dal consenso popolare».
I finanziamenti. Ma la prima certezza che chiede Bacciu è sui finanziamenti. «Avrei votato un piano migliorativo del Mancini se solo avessi avuto la certezza scritta, di Regione e ministero, che i finanziamenti da noi ottenuti non si perderanno – aggiunge il consigliere Bacciu –. Senza soldi potremmo avere il piano migliore di questo mondo ma resterebbe un pezzo di carta. E avrei voluto avere anche certezza sui tempi di realizzazione delle opere prospettate dalla società Technital».
Dibattiti e confronti. Bacciu chiede anche che nei prossimi due mesi si apra il dibattito e il confronto con i cittadini sui due piani del rischio. «Mi piacerebbe assistere non a un processo senza difesa come accaduto in Consiglio comunale, ma a un contraddittorio serio e approfondito tra tecnici davanti alla popolazione – conclude l’ex assessore –. Nei prossimi due mesi, mentre comunque gli iter burocratici dei due Piani andranno avanti, potremmo sapere realmente come la pensano i cittadini».
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