Nuovo albergo in centro il Comune blocca l’attico
di Giandomenico Mele
L’hotel della società Khult aveva chiesto la sopraelevazione in base al Piano casa Ma l’edificio viene considerato storico. Il legale: «Definizione che contestiamo»
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OLBIA. Nel centro storico aprirà un nuovo albergo, ma senza attico con vista sul Corso. Dovrebbero terminare prima dell’estate i lavori nella nuova struttura ricettiva di piazza Regina Margherita, uno stabile di tre piani della società Kkult srl. Ma, almeno per ora, l’hotel non potrà dotarsi di un attico con vetrate e vista sul centro storico, come era previsto nel progetto iniziale. Prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso presentato dalla società in via cautelare contro il provvedimento adottato in Conferenza di servizi dal Comuno, col quale si è bloccato il progetto per una parziale sopraelevazione dell’edificio.
Consiglio di Stato. Dopo che il primo ricorso era stato rigettato dal Tar, la società, difesa dall’avvocato Giuseppe Longheu, si era costituita nel giudizio cautelare d’appello. Si opponeva all’ordinanza del Tar del novembre 2017, con cui era stata rigettata l’istanza cautelare incidentale presentata nel ricorso in primo grado: quella che chiedeva l’annullamento della determinazione dirigenziale che esprimeva il diniego, in sede di Conferenza di servizi, per la realizzazione di un intervento di manutenzione straordinaria e ampliamento, con premio volumetrico sulla base del “Piano casa”, di un edificio a destinazione alberghiera. Anche il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza cautelare, rimettendo la causa al Tar Sardegna per la trattazione nel merito. Nel frattempo I lavori proseguono, ma senza l’attico.
L’albergo. La nuova struttura che sorge nel centro storico appartiene alla Kkult Srl, società titolare di un locale molto conosciuto, in Corso Umberto, che ha costruito una struttura di tre piani. I lavori sono quasi terminati e l’albergo dovrebbe essere inaugurato prima dell’inizio della stagione estiva. Proprio la posizione nel centro storico e la valenza dello stabile come “edificio storico” avrebbero rappresentato le cause ostative all’applicazione degli aumenti volumetrici previsti dal “Piano Casa”. «Una sopraelevazione concessi dalla legge – spiega l’avvocato Longheu, legale della Kkult srl –. Una variante in corso d’opera presentata per lo stabile i cui lavori sono in via di ultimazione. Lo stabile ha tre piani fuori terra e si voleva completare con un ultimo piano che prevedeva un attico». Il piano particolareggiato avrebbe previsto per quel tipo di edificio un vincolo che vieta la sopraelevazione. «Tuttavia la definizione di edificio storico è piuttosto confusa e noi nel merito ne contestiamo i criteri – conclude –. Si tratterebbe di un attico con pareti in vetro, solo quelle laterali prevedono opere in muratura».
Consiglio di Stato. Dopo che il primo ricorso era stato rigettato dal Tar, la società, difesa dall’avvocato Giuseppe Longheu, si era costituita nel giudizio cautelare d’appello. Si opponeva all’ordinanza del Tar del novembre 2017, con cui era stata rigettata l’istanza cautelare incidentale presentata nel ricorso in primo grado: quella che chiedeva l’annullamento della determinazione dirigenziale che esprimeva il diniego, in sede di Conferenza di servizi, per la realizzazione di un intervento di manutenzione straordinaria e ampliamento, con premio volumetrico sulla base del “Piano casa”, di un edificio a destinazione alberghiera. Anche il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza cautelare, rimettendo la causa al Tar Sardegna per la trattazione nel merito. Nel frattempo I lavori proseguono, ma senza l’attico.
L’albergo. La nuova struttura che sorge nel centro storico appartiene alla Kkult Srl, società titolare di un locale molto conosciuto, in Corso Umberto, che ha costruito una struttura di tre piani. I lavori sono quasi terminati e l’albergo dovrebbe essere inaugurato prima dell’inizio della stagione estiva. Proprio la posizione nel centro storico e la valenza dello stabile come “edificio storico” avrebbero rappresentato le cause ostative all’applicazione degli aumenti volumetrici previsti dal “Piano Casa”. «Una sopraelevazione concessi dalla legge – spiega l’avvocato Longheu, legale della Kkult srl –. Una variante in corso d’opera presentata per lo stabile i cui lavori sono in via di ultimazione. Lo stabile ha tre piani fuori terra e si voleva completare con un ultimo piano che prevedeva un attico». Il piano particolareggiato avrebbe previsto per quel tipo di edificio un vincolo che vieta la sopraelevazione. «Tuttavia la definizione di edificio storico è piuttosto confusa e noi nel merito ne contestiamo i criteri – conclude –. Si tratterebbe di un attico con pareti in vetro, solo quelle laterali prevedono opere in muratura».
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