La Nuova Sardegna

Olbia

Magliulo: «Così rilanceremo il tribunale»

di Tiziana Simula
Magliulo: «Così rilanceremo il tribunale»

Giuramento del nuovo presidente: in arrivo sette magistrati e il riconoscimento di sede disagiata

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TEMPIO. Si riparte dall’emergenza. Da quei numerosi ridotti all’osso che bisogna assolutamente rimpolpare per poter far funzionare a dovere gli uffici giudiziari che oggi registrano una scopertura da brivido del 65 per cento. È da lì, dall’emergenza, che Giuseppe Magliulo, 59 anni, di Pozzuoli, nuovo presidente del tribunale di Tempio, comincia la sua “missione”: rilanciare il palazzo di giustizia. Un rilancio nei numeri, nell’efficienza, nella struttura e nell’immagine nel terzo tribunale dell’isola costretto a lavorato con un organico più che dimezzato, a dispetto del suo carico di lavoro, che oggi registra quattro giudici su 12 magistrati in pianta organica.

Il rilancio. Ma ora è tempo di voltare pagina. E per farlo, il nuovo presidente del tribunale – che ieri si è insediato ufficialmente – ci metterà tutta la forza, la passione e l’esperienza maturata negli undici anni passati a fare ispezioni per conto dell’Ispettorato generale del ministero della Giustizia, nei tanti tribunali d’Italia. «Una situazione così non l’ho mai vista», ammette il presidente seduto nella sua stanza dopo il giuramento, mentre fuori tutti festeggiano il suo arrivo. Tanto atteso.

Magliulo ringrazia tutti, in particolare i giovani magistrati, per aver fatto funzionare la macchina nonostante le grandissime difficoltà. Macchina che d’ora in poi, però, dovrà accelerare. Ed ecco come. La novità è che il tribunale sarà riconosciuto come sede disagiata, così come era stato sollecitato anche al Csm e al governo dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Tempio. «Questo consentirà di mettere a concorso tre posti che saranno vincolati per quattro anni, con la possibilità, quindi, di fare una programmazione del lavoro di lungo periodo», spiega il presidente. La prima boccata d’ossigeno si avrà a maggio con l’arrivo di quattro Mot, magistrati di prima nomina. A cui si aggiungeranno – e anche questa è una novità – due applicazioni extradistrettuali (il Csm delibererà il 4 aprile).

Non solo numeri. «Dobbiamo occuparci anche dell’edilizia. Sistemare bagni e tanto altro. Questo palazzo ha necessità di un minimo di decoro, che aiuta anche l’immagine. Basta guardare la bandiera, tutta stracciata. Cominceremo da lì». Con i numeri giusti (o quasi) sarà possibile riorganizzare. Parola che ripete spesso Magliulo. Insieme a controllo e trasparenza. «Eserciterò il mio potere di controllo perché le cose vadano nel verso giusto. Non abbiamo la bacchetta magica, ma con la collaborazione di tutti riusciremo a fare tanto».

I progetti. Finita la fase dell’emergenza, il presidente conta di realizzare dei progetti già attuati in altri tribunali, attraverso la stipula di protocolli con enti territoriali e l’utilizzo di collegamenti con webcam per sentire testimoni ed evitare viaggi e disagi. «Progetti a costo zero che riducono le distanze – commenta – E poi dobbiamo avvicinarci al territorio, aprire il tribunale alle scuole. Di idee ne abbiamo tante, ma dobbiamo prima uscire dall’emergenza».

Magliulo non commenta le vicende giudiziarie che coinvolgono alcuni giudici di Tempio. «Per i fatti penali se ne occuperà chi di competenza, noi dobbiamo occuparci e preoccuparci di riorganizzare e far ripartire questo tribunale.

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