in tribunale
Abusi in cimitero, salta il processo
Dopo l’ennesimo rinvio monta la rabbia delle vittime della truffa
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OLBIA. Nuovo rinvio, questa volta per l’impedimento di un imputato, del processo sui presunti abusi edilizi nella costruzione delle tombe di famiglia nei cimiteri di Olbia, San Pantaleo e Berchiddeddu. A giudizio due persone (una è deceduta nel frattempo), con una serie di accuse che vanno dall'abuso edilizio alla truffa aggravata, dall'appropriazione indebita al falso. A processo sono finiti Antonella Zanni, impiegata dell'Asco, l'azienda dei servizi cimiteriali di Olbia, e Stefano Mibelli, un impresario titolare dell'omonima azienda edile e della "Gallura Appalti srl", due società alle quali vennero appaltati, nel 2010, i lavori di ampliamento e ristrutturazione di opere cimiteriali. I due imputati sono difesi dagli avvocati Fabio Varone e Giovanna Porcu. In aula ieri, diversi cittadini vittime della truffa – in otto si sono costituite parte civile con l’avvocato Giampaolo Murrighile –, andate via ancora una volta amareggiate. Cittadini che avevano acquistato a caro prezzo le tombe nelle quali non possono invece tumulare i loro cari defunti. Tombe costruite senza la concessione edilizia e in assenza di nulla osta dell’ufficio tutela del paesaggio. La Procura contesta agli imputati di aver rilasciato agli ignari acquirentif alse concessioni edilizie con il timbro della società Asco per costruire e ampliare le tombe. Il processo slitta a luglio. (t.s.)
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