La ferrovia nel degrado è scontro tra Pd e giunta
di Angelo Mavuli
Il segretario del partito denuncia il mancato rispetto delle promesse «Proclami d’ottimismo, ma senza risultati: quel luogo è impresentabile ai turisti»
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TEMPIO. «Per l’ennesima volta, il sindaco… viene meno senza remore ad una sua precisa promessa». È l’incipit, compresi i punti di sospensione, di un comunicato stampa diffuso da Mario Addis, segretario del Pd, che, nell’ambito della vicenda sul muro di Pastini, ha avuto modo anche di rendersi conto personalmente «dello stato di degrado nel quale si trova la soprastante stazione ferroviaria di Tempio a qualche mese dall’inizio della stagione turistica e dopo due anni e mezzo di trionfali proclami enunciati, periodicamente, sulla stazione di Tempio dal sindaco e dall’assessore Francesco Quargnenti».
La frase d’apertura, riferita al degrado della stazione ferroviaria di Tempio e alle mancate promesse dell’allora sindaco Romeo Frediani, spiega Mario Addis (a quei tempi assessore comunale ndc), «era contenuta in un comunicato stampa contro Frediani, redatto da Francesco Quargnenti, all’opposizione, il 17 agosto del 2013. Qualche anno dopo, esattamente fra il 31 maggio e il 1° giugno del 2015 – scrive Mario Addis – Biancareddu e la sua giunta arrivarono alla guida del Comune con la promessa di una rigenerazione immediata della stazione ferroviaria e la sua valorizzazione turistica. Promesse e assicurazioni che a ogni inizio della stagione turistica, Biancareddu, seguito dal fedele Quargnenti, con toni minacciosi nei confronti dell’Arst titolare della stazione, si ostina a ripetere e proclamare. Inutilmente però – scrive Mario Addis – perché l’Arst continua ad ignorare il problema, fra l’ostentato l’ottimismo di Biancareddu e la stazione che degrada sempre di più. Oggi il sito che dovrebbe rientrare anche nel progetto privato “Turismo a metro cubo zero”, stranamente scomparso dai comunicati dell’esecutivo, è impresentabile alla città e ai turisti nel suo abbandono e con il suo enorme carico di rifiuti speciali. Tonnellate di ferro arrugginito di vecchi carri merci, locomotive cadenti e vagoni sventrati». Non meno trascurato l’ambiente tutto attorno, dice l’esponente del Pd.
Ma non basta, aggiunge Mario Addis, da evidenziare anche il fondo stradale sconnesso, i cumuli di antica immondizia, gettata dai vandali nei giardinetti o sui binari, i segnali semi divelti e l’abbandono totale dell’intero compendio. «Meriterebbe un discorso a parte infine – aggiunge il segretario del Pd cittadino – quello che abbiamo sempre definito “il museo di archeologia industriale”. Con all’interno le fucine oggi ricolme di cicche, l’attrezzatura che consentiva, già dai primi del 1900, la riparazione ed il funzionamento dei treni a carbone e la celeberrima e splendida carrozza Bautiero del 1913, perfettamente funzionante. Il tutto all’interno di un capannone anonimo con alcuni vetri rotti, dimenticato da Dio ma soprattutto dagli uomini».
La frase d’apertura, riferita al degrado della stazione ferroviaria di Tempio e alle mancate promesse dell’allora sindaco Romeo Frediani, spiega Mario Addis (a quei tempi assessore comunale ndc), «era contenuta in un comunicato stampa contro Frediani, redatto da Francesco Quargnenti, all’opposizione, il 17 agosto del 2013. Qualche anno dopo, esattamente fra il 31 maggio e il 1° giugno del 2015 – scrive Mario Addis – Biancareddu e la sua giunta arrivarono alla guida del Comune con la promessa di una rigenerazione immediata della stazione ferroviaria e la sua valorizzazione turistica. Promesse e assicurazioni che a ogni inizio della stagione turistica, Biancareddu, seguito dal fedele Quargnenti, con toni minacciosi nei confronti dell’Arst titolare della stazione, si ostina a ripetere e proclamare. Inutilmente però – scrive Mario Addis – perché l’Arst continua ad ignorare il problema, fra l’ostentato l’ottimismo di Biancareddu e la stazione che degrada sempre di più. Oggi il sito che dovrebbe rientrare anche nel progetto privato “Turismo a metro cubo zero”, stranamente scomparso dai comunicati dell’esecutivo, è impresentabile alla città e ai turisti nel suo abbandono e con il suo enorme carico di rifiuti speciali. Tonnellate di ferro arrugginito di vecchi carri merci, locomotive cadenti e vagoni sventrati». Non meno trascurato l’ambiente tutto attorno, dice l’esponente del Pd.
Ma non basta, aggiunge Mario Addis, da evidenziare anche il fondo stradale sconnesso, i cumuli di antica immondizia, gettata dai vandali nei giardinetti o sui binari, i segnali semi divelti e l’abbandono totale dell’intero compendio. «Meriterebbe un discorso a parte infine – aggiunge il segretario del Pd cittadino – quello che abbiamo sempre definito “il museo di archeologia industriale”. Con all’interno le fucine oggi ricolme di cicche, l’attrezzatura che consentiva, già dai primi del 1900, la riparazione ed il funzionamento dei treni a carbone e la celeberrima e splendida carrozza Bautiero del 1913, perfettamente funzionante. Il tutto all’interno di un capannone anonimo con alcuni vetri rotti, dimenticato da Dio ma soprattutto dagli uomini».
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