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Olbia

«Così ricordiamo la solidarietà del post alluvione»

Idealmente la «Cittadella della carità» nasce dal segno lasciato dalla devastante alluvione del 18 novembre 2013. «Un evento tragico, terribile, che però ha fatto riscoprire alla città l’anima della...

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Idealmente la «Cittadella della carità» nasce dal segno lasciato dalla devastante alluvione del 18 novembre 2013. «Un evento tragico, terribile, che però ha fatto riscoprire alla città l’anima della solidarietà – ha detto il vescovo di Tempio Ampurias Sebastiano Sanguinetti –.

In quei giorni nessuno era rimasto alla finestra a guardare. Chiunque aveva dato una mano a chi aveva bisogno di aiuto. E così questa struttura è un luogo–segno di quell’esperienza di grande umanità. Olbia è una città dal grande cuore. E questa Cittadella è un centro non al servizio della singola parrocchia ma di tutta la Chiesa diocesana. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito, perché le opere umane hanno sempre bisogno di strumenti umani. E cioè dei soldi e delle mani di quelle persone che credono nella solidarietà». Un discorso rimarcato anche dal sindaco Settimo Nizzi. «La stragrande maggioranza degli olbiesi fa solidarietà, chi in silenzio e chi in maniera più eclatante – ha detto il primo cittadino –. E noi come Comune, con tutte le amministrazioni che si sono susseguite, siamo sempre riconoscenti a chi tende la mano al prossimo». (d.b.)

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