Croce e mattoni la diocesi investe 10 milioni di euro
Recentemente la diocesi di Tempio-Ampurias ha deciso di rispondere con la costruzione di nuove chiese all’incremento demografico che da decenni gonfia Olbia di nuovi abitanti. Le vecchie chiese ormai...
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Recentemente la diocesi di Tempio-Ampurias ha deciso di rispondere con la costruzione di nuove chiese all’incremento demografico che da decenni gonfia Olbia di nuovi abitanti. Le vecchie chiese ormai non bastavano più. Troppo lontane dai nuovi quartieri, troppo piccole per accogliere tutti i fedeli. Quindi la diocesi ha scelto di costruire cinque chiese nuove di zecca. Due sono praticamente terminate, due sono in costruzione e una sarà tirata su nei prossimi anni. Si tratta di una operazione che alla Chiesa costa oltre 10 milioni di euro. Nuove costruzioni che smuovono anche l’economia locale, perché dietro ogni luogo di culto che nasce ci sono progettisti e operai al lavoro. Le nuove chiese sorgono tutte nel cuore delle aree in espansione e tengono anche fede alle tradizioni del posto. Ognuna richiama il passato dei luoghi e in alcuni casi anche i toponimi che hanno resistito allo scorrere dei secoli. Sono tutte costruzioni importanti anche dal punto di vista artistico e architettonico. Quella di San Michele Arcangelo, per esempio, è stata progettata dall’architetto della Costa Smeralda Enzo Satta, mentre il progetto di quella di Sant’Ignazio è stato esposto al Maxxi di Roma. Poi c’è quella di Santa Maria del mare a Pittulongu, di San Ponziano Papa a Poltu Quadu e una nuova chiesa nel quartiere di San Nicola.
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