Percorsi religiosi, Calangianus vuole esserci
Lettera del sindaco Albieri alla Regione per inserire il paese nella guida sui luoghi francescani
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CALANGIANUS. «Perché non aggiungere anche Calangianus ai quattordici comuni inseriti nella guida dei percorso francescani in Sardegna?» E’ la richiesta che il sindaco Fabio Albieri ha rivolto prima, a voce, a Cagliari e poi ribadito in una lettera a Barbara Argiolas, assessore regionale al Turismo. Aveva manifestato la sua delusione, Albieri, quando ha capito che a Cagliari ci si era dimenticati di Calangianus. «Un paese che ha tracce ben note della presenza francescana che risale al 1705 e arriva a superare la metà dell’Ottocento. Tutto merito di un convento di cappuccini che lasciarono un profondo segno fra la popolazione che viveva fra mille disagi. La struttura che crearono, la chiesa di santa Maria degli Angeli, è sempre aperta alla comunità e l’adiacente ex convento ospita oggi un museo e ben due auditori. Tracce della presenza dei cappuccini sono pure ben visibili nel museo diocesano di Santa Giusta. Niente da dire sulla scelta di Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Fonni, Gesturi, Iglesias, Laconi, Mores, Oristano, Pula, Sanluri, Sassari e Luogosanto . Ma anche Calangianus può aggiungersi. Una presenza - scrive il sindaco - che dato una grande contributo allo sviluppo del nostro paese, ha ingentilito i costumi di chi viveva nell’agro fra inimicizie e liti e ha svolto ampia opera di promozione sociale». Non solo. La presenza dei cappuccini a Calangianus è stata anche capace di affascinare giovani tra il 1700 e il 1800 a seguire la regola di San Francesco. Due nomi su tutti: Padre Tommaso(1777-1849) missionario e farmacista al servizio dei più emarginati, trucidato a Damasco, su cui anni fa scrisse un libro don Giuseppe Inzaina; e poi il più famoso Padre Bonaventura (1831-1916) che ha lasciato ampia traccia di sé nell’isola e che, per il suo paese, è stato un munifico mecenate finanziando il restauro della parrocchiale Santa Giusta con pitture del Dovera e le sculture del Caprino. «Ripartendo dalla storia - scrive il sindaco - con l’obiettivo di reinterpretarla in chiave contemporanea, per una valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e nell’ottica di uno sviluppo turistico sostenibile, vorremmo essere inseriti all’interno dei comuni che hanno parte del “Percorso Francescano in Sardegna”. Calangianus ha tutti i numeri per essere il 15 comune del percorso francescano in Sardegna. E può, in sinergia con i diversi comuni vicini, grazie alla regia regionale, proporre un’offerta capace di attrarre possibili fruitori nei mercati nazionali e internazionali tra arte, storia, spiritualità e natura». A Calangianus ci sperano. (p.z.)
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