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Olbia

Ritardi sull’avvio del cantiere: indaga la Procura

Quattro anni dopo la tragedia, a dominare è ancora il nulla. Date che si rincorrono, aperture di cantieri che slittano di mese in mese. Per il via ai lavori di ricostruzione della strada crollata di...

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Quattro anni dopo la tragedia, a dominare è ancora il nulla. Date che si rincorrono, aperture di cantieri che slittano di mese in mese. Per il via ai lavori di ricostruzione della strada crollata di Monte Pino, bisognerà ancora attendere. Si parla di aprile. Ma su quei ritardi la Procura di Tempio vuole vederci chiaro e già da mesi sta raccogliendo carte, documentazioni e informazioni da tutti gli uffici competenti: c’è un fascicolo di indagine aperto per capire come funziona il meccanismo di un appalto Anas che arranca tra autorizzazioni e indagini idrogeologiche. La Procura vuole capire il perché di questi ritardi, se si potevano evitare, se ci sono delle responsabilità.

L’ultimo annuncio dell’Anas parla dell’inizio dei lavori di ricostruzione a dopo le festività pasquali. Una notizia attesa. Sperando che sia la volta buona.

Nel frattempo, sul fronte giudiziario, sono chiamati a rispondere del crollo della strada – dove morirono Bruno Fiore, la moglie Sebastiana Brundu e la consuocera Maria Loriga – quattro tecnici e dirigenti delle Province di Sassari e di Olbia Tempio. Giuseppe Mela, Francesco Prunas, Pasquale Russo e Graziano Sini, devono rispondere di omicidio colposo. Il processo comincerà a ottobre. Saranno invece giudicati a marzo, con rito abbreviato, il progettista Giuseppe Muzzetto, e il collaudatore Antonio Zuddas.

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