La Nuova Sardegna

Olbia

All’Isola bianca va in scena la grave crisi delle crociere

di Giandomenico Mele
All’Isola bianca va in scena la grave crisi delle crociere

Dal 2008 un calo del 54% sui passeggeri in movimento, Cagliari in crescita Segno meno anche nel numero delle navi attraccate. L’analisi dell’Autorità 

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OLBIA. Sui moli dell’Isola Bianca va in scena la grande crisi delle crociere. Negli ultimi nove anni ha perso un crocerista su due.

Il grande flop. Nel 2008 i croceristi movimentati nel porto Isola Bianca di Olbia furono 209.536, mentre l’anno scorso sono stati 96.024. In totale controtendenza il porto di Cagliari, che ha visto un incremento considerevole dei croceristi negli ultimi anni: dagli 89.871 del 2008, meno della metà di Olbia, ai quasi 432 mila passeggeri movimentati nel 2017. Una crescita del 380%. Discorso simile per le toccate nave, indice del numero di navi da crociera attraccate in porto. Olbia nel 2008 ne faceva registrare 107 contro i 55 di Cagliari, mentre l’anno scorso il capoluogo regionale ha toccato quota 164 contro i 67 di Olbia.

Destinazione Sardegna. Inevitabile, quindi, che la nuova Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna utilizzi il dato regionale per esultare e parlare di numeri confortanti. In tutti gli scali dell'isola nel 2017 sono arrivate 260 navi da crociera e 565mila turisti a bordo. Nei porti sardi sono transitati tra arrivi e partenze circa 5 milioni di passeggeri, in crescita del 15 %. Per quanto riguarda le crociere, 430.534 passeggeri sono passati da Cagliari, 96.024 da Olbia, 35.901 da Porto Torres, 1.100 da Golfo Aranci e 600 da Oristano. «Per il 2018 – ha annunciato il presidente dell'Authority, Massimo Deiana – puntiamo ad arrivare a quota 600mila». Con la destinazione Sardegna come marchio unico, che andrà in giro per il mondo a partire dalla prossima fiera di Miami. La verità è che il sistema rischia di diventare monista, con Cagliari a fare la parte dell’asso pigliatutto e Olbia che vede gradualmente, ma inesorabilmente, erodere le proprie quote di mercato. Su Cagliari i numeri, come ha sottolineato Deiana, portano il capoluogo sulla “ribalta europea”, con le 164 navi da crociera approdate a Cagliari. Poi ci sono Olbia con 67, Porto Torres con 27, Golfo Aranci con 4 e Oristano con una toccata. Distacchi da tappa di montagna al Tour de France.

No home-port. Uno dei dati che differenzia i due scali sardi è certamente quello degli imbarchi/sbarchi. Tra i porti croceristici italiani con più di 30mila passeggeri movimentati all’anno, Olbia fa registrare un desolante zero. Mentre Cagliari attesta il suo vantaggio su Olbia anche in virtù di quasi 21.225 imbarchi-sbarchi fatti registrare nel 2017. Un segnale inequivocabile del fallimento della strategia che doveva portare lo scalo dell’Isola Bianca a diventare home-port, esperimento inaugurato nel giugno del 2014 con lo sbarco a Olbia di Aida Vita, nave da crociera tedesca. Il gigante del mare, proveniente da Palma di Maiorca, approdò all’Isola Bianca per un imbarco record di croceristi: 413 tedeschi a bordo per proseguire il loro tour nel Mediterraneo, dopo essere arrivati in città in aereo.

La prova. Fu il primo esperimento, con connessione tra aeroporto e porto e l'attivazione di inedite procedure di imbarco. La compagnia aveva organizzato l’accoglienza dei passeggeri, con appositi stand per il check-in, info point e attività d'intrattenimento. Da allora l’esperimento non è mai veramente decollato. Così Olbia, insieme a Trapani e Porto Torres, è l’unico tra i primi 22 porti per traffico da navi da crociera in Italia ad aver fatto registrare nel 2017 uno zero nella casella degli imbarchi-sbarchi. Con l’aggravante che, a differenza delle altre due località, Olbia vanta uno degli aeroporti italiani con maggior traffico internazionale.

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