A Olbia un cittadino su dieci è straniero
La comunità più numerosa è quella romena (42 per cento). Subito dopo i senegalesi
OLBIA. La città è sempre più multiculturale. Gli stranieri sono esattamente uno ogni dieci abitanti: 5.966 nel 2017, cioè il 9.9 per cento della popolazione totale. Solo nel 2007 gli stranieri erano 1.944, il 3.9 per cento degli abitanti di allora. A fare la parte del leone è l’Europa, che a Olbia conta il 63.5 della fetta totale, mentre nel 2007 era ancora ferma a quota 48.5 per cento. La comunità più numerosa è quella romena, seguita da quella senegalese. Al terzo posto la comunità marocchina. Anche in questo caso si parla di numeri ufficiali, perché il sommerso non risulta nelle statistiche comunali e dell’Istat.
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L’Europa. I romeni residenti in città sono 2.548, il 42.71 per cento del totale degli stranieri a Olbia. Al secondo posto i polacchi (284) e al terzo gli ucraini (161). A seguire bosniaci, albanesi, ungheresi, tedeschi, francesi e russi. Poi ci sono le comunità rappresentate da una manciata di persone: 5 lituani, 3 svedesi, 2 greci e un finlandese.
L’Africa. Il grosso arriva dal Senegal, con l’8.3 per cento del totale degli immigrati che ha scelto Olbia come nuova casa. Secondo i dati Istat sono 499 i senegalesi residenti in città. Poi ci sono i marocchini, in tutto 377. Subito dopo tunisini (103), egiziani (73), nigeriani (61), algerini (9), somali (4).
L’Asia. Qui vincono i pakistani, che sono in tutto 377. E poi ci sono i cinesi: 181 quelli che risultano nei database dell’Istat. Seguono i bengalesi (98), i siriani (58), gli indiani (20), gli afgani (8) e i siriani (7). All’ultimo posto gli israeliani, i giapponesi e i vietnamiti, tutti a quota 1.
L’America. I più numerosi, per quanto riguarda America del nord e America del sud, sono i brasiliani: 73. Poi gli immigrati provenienti dall’Ecuador (33), da Dominica (28), da Cuba (28), dalla Repubblica Dominicana (26) e dal Perù (24). Gli argentini sono 16 e gli statunitensi soltanto 6.
L’associazionismo. Molte comunità, soprattutto le più radicate, hanno formato delle associazioni con l’obiettivo di riunirsi tra connazionali e promuovere l’integrazione. Come Sunugal, composta da senegalesi.
Da oltre 20 anni c’è anche il Labint, che riunisce numerosi stranieri presenti in città. (d.b.)
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