Il nuovo Puc presentato e già bocciato
di Serena Lullia
Arzachena, la proposta elaborata dalla giunta di Alberto Ragnedda non piace: solo 140mila metri cubi in zona turistica
3 MINUTI DI LETTURA
INVIATA AD ARZACHENA. Vita breve, brevissima. Il nuovo Piano urbanistico comunale nasce e muore in poco meno di due ore. Una morte plateale, in diretta web e davanti al pubblico dell’aula consiliare. La maggioranza di Roberto Ragnedda boccia il Puc di Alberto Ragnedda. C’è poco da fingere sorpresa. Stesso cognome ma due visioni politiche agli antipodi. La proposta urbanistica illustrata ieri dai tecnici degli studi Criteria di Cagliari e Drx di Mestre è ineccepibile dal punto di vista tecnico. Architetti e ingegneri hanno trasformato su carta le linee di indirizzo date dalla precedente giunta, consegnate come da contratto un anno fa. Febbraio 2017. Dentro l’idea di pianificazione più volte esposta dall’ex sindaco. Grandi parchi sulle coste per ricucire la distanza tra borgo centrale e frazioni, volumi alberghieri, molto pochi dopo anni di deregulation del cemento, ma di alta qualità in posizione arretrata rispetto al mare e concentrati in alcuni punti del territorio.
L’analisi del territorio. I tecnici del Puc prima scattano la fotografia del territorio. Arzachena appare un territorio frammentato. Tante anime scollegate. Frutto di una crescita schizofrenica in cui la parola pianificazione era stata messa al bando.
Obiettivo ricucire. «L’obiettivo che ci è stato dato è stato quello di ricucire le tante anime di questo territorio creando una continuità oggi assente – spiegano i tecnici –. Tra le linee di indirizzo una estensione di Cannigione verso Olbia e di Arzachena verso nord, con la costruzione di una continuità anche dentro Porto Cervo oggi impedita ad esempio dal cantiere nautico nella Marina».
I grandi parchi. Nella proposta di Puc emerge l’idea del grande parco della Costa Smeralda. Terreni pregiati da acquisire non con il tradizionale sistema dell’esproprio e a gestione comunale. Ma con cessione dei privati a fronte di una destinazione mista: 80 per cento parco e 20 per cento sviluppo alberghiero, con lotto minimo di 20 ettari e volumi arretrati rispetto alla linea di costa.
Un pugno di metri cubi. Secondo i calcoli dei tecnici in zona di espansione turistica (le vecchie zone F) sarebbero rimasti solo 140mila metri cubi. Che nella proposta di Puc vengono declinati in questo modo. Una parte nelle lottizzazioni già convenzionate. Il resto concentrate nella fascia della Costa Smeralda. «Proposta elaborata in copianificazione con la Regione ma che ancora non ha ottenuto il via libera», precisano i tecnici. Questi 140mila metri cubi devono passare infatti in verifica di coerenza in Regione, ma solo dopo la prima adozione del Puc. Per Árzachena e Cannigione sono previsti volumi residenziali residuali che vanno di pari passo con gli schemi demografici ipotizzati sui prossimi dieci anni. Una crescita calcolata su tre scenari: Da mille a 3mila abitanti.
Le perplessità. La delegata all’Urbanistica, Claudia Giagoni non usa mezzi termini. Preparazione da tecnico, ma con linguaggio semplice assesta il colpo politico mortale alla proposta. «Ci sono molti passaggi che contrastano con la nostra idea di sviluppo – spiega Giagoni –.La nostra è una contestazione di tipo politico. Dal punto di vista tecnico la proposta è ineccepibile. Contestiamo il metodo e i contenuti. Registriamo la totale assenza di discussione con i cittadini, il Consiglio comunale e le commissioni su un argomento strategico. Un piano zoppo dal punto di vista della trasparenza. Un Puc deve partire dal basso, deve recepire le istanze della gente e tutto questo manca in questo Piano. Ci preoccupano anche i contenuti. Tolta quella parte di volumi salvati con le lottizzazioni già convenzionate, la concentrazione di volumetrie in Costa Smeralda non può avere il nostro avallo. Ci sono altre zone del territorio tagliate fuori da questa scelta. Penso alle lottizzazioni approvate ma non convenzionate o a quelle scadute».
L’analisi del territorio. I tecnici del Puc prima scattano la fotografia del territorio. Arzachena appare un territorio frammentato. Tante anime scollegate. Frutto di una crescita schizofrenica in cui la parola pianificazione era stata messa al bando.
Obiettivo ricucire. «L’obiettivo che ci è stato dato è stato quello di ricucire le tante anime di questo territorio creando una continuità oggi assente – spiegano i tecnici –. Tra le linee di indirizzo una estensione di Cannigione verso Olbia e di Arzachena verso nord, con la costruzione di una continuità anche dentro Porto Cervo oggi impedita ad esempio dal cantiere nautico nella Marina».
I grandi parchi. Nella proposta di Puc emerge l’idea del grande parco della Costa Smeralda. Terreni pregiati da acquisire non con il tradizionale sistema dell’esproprio e a gestione comunale. Ma con cessione dei privati a fronte di una destinazione mista: 80 per cento parco e 20 per cento sviluppo alberghiero, con lotto minimo di 20 ettari e volumi arretrati rispetto alla linea di costa.
Un pugno di metri cubi. Secondo i calcoli dei tecnici in zona di espansione turistica (le vecchie zone F) sarebbero rimasti solo 140mila metri cubi. Che nella proposta di Puc vengono declinati in questo modo. Una parte nelle lottizzazioni già convenzionate. Il resto concentrate nella fascia della Costa Smeralda. «Proposta elaborata in copianificazione con la Regione ma che ancora non ha ottenuto il via libera», precisano i tecnici. Questi 140mila metri cubi devono passare infatti in verifica di coerenza in Regione, ma solo dopo la prima adozione del Puc. Per Árzachena e Cannigione sono previsti volumi residenziali residuali che vanno di pari passo con gli schemi demografici ipotizzati sui prossimi dieci anni. Una crescita calcolata su tre scenari: Da mille a 3mila abitanti.
Le perplessità. La delegata all’Urbanistica, Claudia Giagoni non usa mezzi termini. Preparazione da tecnico, ma con linguaggio semplice assesta il colpo politico mortale alla proposta. «Ci sono molti passaggi che contrastano con la nostra idea di sviluppo – spiega Giagoni –.La nostra è una contestazione di tipo politico. Dal punto di vista tecnico la proposta è ineccepibile. Contestiamo il metodo e i contenuti. Registriamo la totale assenza di discussione con i cittadini, il Consiglio comunale e le commissioni su un argomento strategico. Un piano zoppo dal punto di vista della trasparenza. Un Puc deve partire dal basso, deve recepire le istanze della gente e tutto questo manca in questo Piano. Ci preoccupano anche i contenuti. Tolta quella parte di volumi salvati con le lottizzazioni già convenzionate, la concentrazione di volumetrie in Costa Smeralda non può avere il nostro avallo. Ci sono altre zone del territorio tagliate fuori da questa scelta. Penso alle lottizzazioni approvate ma non convenzionate o a quelle scadute».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google