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i centri antiviolenza 

“Nome di donna”, film e dibattito con il regista Giordana

“Nome di donna”, film e dibattito con il regista Giordana

OLBIA. Nina è una giovane donna con una figlia che ha da poco trovato un lavoro precario. Ma proprio quando la stabilità sembra vicina comincia a essere molestata sessualmente dal direttore della...

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OLBIA. Nina è una giovane donna con una figlia che ha da poco trovato un lavoro precario. Ma proprio quando la stabilità sembra vicina comincia a essere molestata sessualmente dal direttore della clinica di lusso dove lavora come inserviente. Dovrà fare i conti con l’omertà delle colleghe, la copertura e le pressioni del prelato che dirige la clinica, la superficialità connivente del sistema giudiziario.

È la trama di un film importante, ma potrebbe anche essere una storia di tutti i giorni. Storia emblematica, “sposata” dal centro antiviolenza Prospettiva Donna che tra cinema e realtà quotidiana promuove una nuova impoprtante manifestazione.

Il film in questione è il recentissimo “Nome di donna”, del regista Marco Tullio Giordana, interpretato da Cristiana Capotondi. È unisto nelle sale l’8 marzo in occasione della Festa delle donne offrendo mille motivi per discutere e riflettere.

Per questo motivo il centro antiviolenza Prospettiva Donna (socio della rete D.i.Re) organizza mercoledì 14 marzo, alle 18 al Cinema Moderno di Sassari, una proiezione -dibattito di «Nome di donna». Alla tavola rotonda parteciperanno il regista Marco Tullio Giordana e Patrizia Desole, presidente dell’associazione olbiese Prospettiva Donna e responsabile dei centri antiviolenza della Gallura e di Oristano.

«Un film di grande attualità, che mette in luce le violenze sessuali sul posto di lavoro e la connivenza del sistema – dice Patrizia Desole – che fa emergere il grande coraggio di una donna, che decide di non tacere e di rompere il silenzio. Il fatto che un grande regista come Marco Tullio Giordana parli di violenza sulle donne, presentando il suo film con i centri antiviolenza della rete D.i.Re, è significativo e ci dà speranza che si possa attuare un importante cambiamento culturale».

«Un film necessario, realistico, emozionante», lo ha definito Lella Palladino, presidente di D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, la rete nazionale dei centri antiviolenza. Anche lei è stata invitata ad accompagnare il film in una sorta di tournée per riflettere sulla condizione delle donne e discutere con il pubblico in sala.



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