Rapina alle poste, una banda specializzata
Possibili collegamenti tra i colpi di Vaccileddi e Onifai. Il protagonista è Franco Paolo Chessa di Lula
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OLBIA. Una banda “modulare” specializzata in rapine negli uffici postali, con radici a Lula, nel Nuorese, ma pronta a entrare in azione in trasferta. In Gallura, ad esempio, reclutando personale “colpo per colpo”. Rapine apparentemente facili, come quella allo sperduto ufficio postale di Vaccileddi lo scorso dicembre. Oppure come l’assalto all’ufficio di Onifai, appena due mesi dopo. Mai in città, meglio piccoli centri abitati con poco traffico e vie di fuga magari libere da imprevisti. Tutto liscio sino al colpo di Onifai dove la banda aveva persoper strada il suo probabile capo, Franco Paolo Chessa, 36 anni, di Lula, arrestato dai carabinieri praticamente in flagrante insieme a un complice. Proprio Chessa, secondo carabinieri del reparto territoriale di Olbia, al comando del colonnello Alberto Cicognani, avrebbe fatto parte del commando entrato in azione ale poste di Vaccileddi. E con questo si è guadagnato un altro ordine di carcerazione, notificato a Nuoro, esattamente a Badu e Carros.
Quella della banda “modulare” specializzata in rapine è un’ipotesi al vaglio degli investigatori di Olbia così come di quelli di Nuoro. Significa in qualche modo che l’inchiesta sulle rapine non è affatto conclusa e che tra un colpo e l’altro potrebbe esserci più di un collegamento. Sicuramente i carabinieri del nucleo operatico di Olbia – che con il contributo del Ris hanno risolto il caso Vaccileddi lavorando sui filmati delle telecamere di sorveglianza – ora stanno passando al setaccio i movimenti di Franco Paolo Chessa. Quelli passati, naturalmente, visto che da un mese è in carcere. Il giovane di Lula da quindici anni è al centro di tante inchieste legate a episodi di cronaca. Un lungo campionario che va dalla detenzione illegale di armi all’attentato a un fienile a Lula (accusa da cui è stato assolto). E poi le rapine, la specialità degli ultimi mesi. Due colpi apparentemente facili e sicuri a Vaccileddi prima e a Onifai poi. In nessuno dei due è riuscito a farla franca, sempre scoperto e puntualmente arrestato. Il crimine non paga, potrebbe anche riflettere nella sua cella. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quella della banda “modulare” specializzata in rapine è un’ipotesi al vaglio degli investigatori di Olbia così come di quelli di Nuoro. Significa in qualche modo che l’inchiesta sulle rapine non è affatto conclusa e che tra un colpo e l’altro potrebbe esserci più di un collegamento. Sicuramente i carabinieri del nucleo operatico di Olbia – che con il contributo del Ris hanno risolto il caso Vaccileddi lavorando sui filmati delle telecamere di sorveglianza – ora stanno passando al setaccio i movimenti di Franco Paolo Chessa. Quelli passati, naturalmente, visto che da un mese è in carcere. Il giovane di Lula da quindici anni è al centro di tante inchieste legate a episodi di cronaca. Un lungo campionario che va dalla detenzione illegale di armi all’attentato a un fienile a Lula (accusa da cui è stato assolto). E poi le rapine, la specialità degli ultimi mesi. Due colpi apparentemente facili e sicuri a Vaccileddi prima e a Onifai poi. In nessuno dei due è riuscito a farla franca, sempre scoperto e puntualmente arrestato. Il crimine non paga, potrebbe anche riflettere nella sua cella. (m.b.)
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