Arzachena, i lavori per la nuova scuola partiranno nel 2019
di Walkiria Baldinelli
Presentato il progetto finanziato dal ministero Ospiterà 250 alunni nell’ex cantina sociale in via Mameli
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ARZACHENA. Nove classi di oltre 50 metri quadri ciascuna, con spogliatoi e bagni per ogni sezione. Pareti dei corridoi che conducono alle aule tinteggiate con diversi colori per favorire un senso di appartenenza, sicurezza, orientamento e sviluppo dell'autonomia ai 250 alunni che frequenteranno la struttura. E poi ampie sale per attività ricreative e l'apertura della scuola verso l'esterno con un polmone verde e un nuovo percorso pedonale tra via Mameli e l'area naturalistica lungo il rio San Pietro. È il progetto da 2 milioni 800mila euro, finanziati con un accordo nazionale tra il ministero dell'Istruzione, Inail e Regione, della scuola dell'infanzia del terzo millennio, che sarà costruita nell'area dell'ex cantina sociale. L'opera è stata disegnata dalle matite del pool di architetti dello studio Wok di Milano, con a capo il progettista Nicola Brenna, vincitore del concorso internazionale bandito dal ministero. «Il polo di Arzachena è uno dei quattro finanziati in Sardegna con il progetto nazionale delle scuole del terzo millennio – commenta il delegato alla Pubblica istruzione, Michele Occhioni –, selezionati su decine e decine di richieste. È il primo passo di un sogno atteso da 15 anni Con orgoglio lo abbiamo presentato ai cittadini perché è frutto di un lavoro sinergico tra Comune, insegnanti, dirigente scolastico, enti interessati. I vincitori del concorso hanno saputo cogliere ogni sfumatura delle idee e delle esigenze richieste per favorire una didattica moderna. Con la Regione stiamo concordando i passaggi successivi. Vorremmo che il progetto venisse formalizzato con l’incarico effettivo e che nel 2018 si possano approvare tutte le fasi progettuali. In modo che tra il 2019 e il 2020 si possa dare il via ai lavori. I tempi e le scadenze le dettano il Miur e la Regione. Per la nostra amministrazione questo progetto ha la massima priorità, risponde alle esigenze della comunità per i prossimi 20 anni: è stato pensato in base a una proiezione demografica». Il polo didattico e culturale di eccellenza in via Mameli con il civic center riqualificherà uno spazio urbano, oggi degradato, e lo restituirà alla città. Ogni aula ha ampie vetrate aperte su superfici verdi arredate per creare un trait d'union tra interne e esterni. Un’unica area verde circondata da pareti e aperture funge da cerniera con tutte le aule per attività comuni e momenti ricreativi. In un’ampia sala interna un grande refettorio che, terminato il momento dei pasti, con arredi e attrezzature flessibili, si trasforma in uno spazio comune per attività ricreative interne.
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