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Olbia

Porto Cervo, guerra per il WhyNot: c’è una denuncia

Porto Cervo, guerra per il WhyNot: c’è una denuncia

Passaggi di gestione, conti da pagare e un misterioso blitz per bloccare l’ingresso dei nuovi titolari nel locale di via Spargi

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PORTO CERVO. A prima vista è sembrato un atto vandalico, invece potrebbe essere una vera e propria intimidazione. Certo è che il WhyNot di via Spargi, a Liscia di Vacca, uno dei locali più noti e frequentati della Costa Smeralda, da qualche tempo si trova al centro dell’attenzione e non per le grandi feste dell’estate dei vip. Tra passaggi di mano della gestione, contratti risolti e conti da pagare, è in corso un braccio di ferro per mettere le mani sul ristorante lounge bar di Porto Cervo che, suo malgrado, ora si trova al centro di una bufera che promette scintille. Ieri l’epilogo: quando i proprietari (una società di Firenze) e i nuovi gestori (una società di Roma, la “WhyNot”) si sono recati in via Spargi per aprire il locale, preparare un inventario dei beni e avviare i preparativi per la stagione hanno trovato porte sbarrate e autentiche barricate per impedire l’accesso. Immediatamente è scattata la denuncia (contro ignoti) ai carabinieri di Porto Cervo e a quelli del nucleo territoriale di Olbia che sono immediatamente giunti sul posto. Non una denuncia per furto o danneggiamento, piuttosto per intimidazione.

Non si esclude nulla, ma è sinceramente difficile pensare a un raid vandalico, tanto meno al blitz di una banda di ladri. Nessun segno di effrazione nelle porte d’ingresso, infatti, e nessuna traccia di furto o devastazione. Non è stato toccato niente, se non i mobili usati per barricare le porte d’ingresso. Gli avvocati (Bruno Cuccu assiste la società nuova titolare della gestione, Paola Puddu tutela la società di Firenze proprietaria dell’immobile) non hanno dubbi: «Si tratta di un chiaro segnale intimidatorio». E così hanno presentato denuncia ai carabinieri riferendo le travagliate vicende del passaggio di gestione del locale. Dal punto di vista delle indagini, la zona d’ingresso del WhyNot in via Spargi è “coperto” dalle telecamere di vigilanza del Consorzio Costa Smeralda e i filmati saranno presto a disposizione dei carabinieri. Inoltre, come riferito dagli avvocati, i titolari del locale hanno già affidato l’incarico a una azienda di Porto Cervo (la “Golden data”) di installare un ulteriore sistema di allarme collegato a telecamere di video sorveglianza. Praticamente un bunker a prova di intimidazione.(m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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