Penalisti in cattedra i temi della legalità spiegati al “Panedda”
di Tiziana Simula
Al via nell’isola il protocollo tra Camere penali e ministero L’istituto superiore è stato il primo ad aderire al progetto
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OLBIA. I temi della legalità e del giusto processo entrano a scuola. In cattedra, i penalisti. Per un giorno “insegnanti-avvocati”, pronti a raccontare agli studenti con la loro esperienza diretta i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico.
Il processo penale, la certezza della pena, il ruolo del difensore, la condizione delle carceri, sono alcuni dei temi trattati nei due incontri tenuti dall’Unione Camere penali della Gallura all’istituto tecnico “Dionigi Panedda”, la prima scuola ad aver aderito al progetto legalità, attuato in virtù del Protocollo d’intesa stipulato il 18 settembre 2014 tra l’Unione delle Camere penali e il ministero dell’Istruzione al fine di «agevolare la conoscenza degli studenti sulla conformazione del sistema costituzionale».
Un esordio per la Sardegna che fino a quest’anno non aveva ancora partecipato all’iniziativa.
La referente del progetto nell’isola è Daniela Ungaro, mentre i membri scelti dal presidente della Camera penale della Gallura, Domenico Putzolu, per tenere gli incontri nelle scuole sono Oriana Erittu, Dario Annunziata e Barbara Orecchioni.
Non appena ricevuta la notizia dell’avvio del progetto, il dirigente scolastico del “Panedda”, Gianni Mutzu e la docente Teresamarì Deserra si sono immediatamente impegnati per organizzare i due incontri che si sono svolti il 24 febbraio e sabato scorso. A parlare con gli studenti, gli avvocati Erittu, Ungaro e Orecchioni. Da parte dei ragazzi che hanno affollato l’aula magna, grande interesse: hanno rappresentato le proprie curiosità ed espresso anche alcune perplessità sul sistema nazionale. A colpirli, in particolare, lo scenario drammatico delle carceri italiane.
«Indubbiamente – spiegano i componenti della Camera penale della Gallura – si tratta di una straordinaria occasione per raccontare ai cittadini, studenti ed insegnanti, come i penalisti intendono debba essere garantita la legalità nel processo e nella esecuzione della pena e quale insostituibile funzione di controllo e tutela svolge il difensore nell’esercizio del suo mandato. Parlare dei nostri temi al di fuori dei noti circuiti, accademici o di confronto politico, cercando la contaminazione con quella parte della società estranea al mondo giudiziario è per le Camere penali un obiettivo prioritario perché – concludono – in questa attività di informazione neutrale ed indipendente, rendiamo concreto quell’impegno sociale e civico che permea la funzione difensiva».
Il processo penale, la certezza della pena, il ruolo del difensore, la condizione delle carceri, sono alcuni dei temi trattati nei due incontri tenuti dall’Unione Camere penali della Gallura all’istituto tecnico “Dionigi Panedda”, la prima scuola ad aver aderito al progetto legalità, attuato in virtù del Protocollo d’intesa stipulato il 18 settembre 2014 tra l’Unione delle Camere penali e il ministero dell’Istruzione al fine di «agevolare la conoscenza degli studenti sulla conformazione del sistema costituzionale».
Un esordio per la Sardegna che fino a quest’anno non aveva ancora partecipato all’iniziativa.
La referente del progetto nell’isola è Daniela Ungaro, mentre i membri scelti dal presidente della Camera penale della Gallura, Domenico Putzolu, per tenere gli incontri nelle scuole sono Oriana Erittu, Dario Annunziata e Barbara Orecchioni.
Non appena ricevuta la notizia dell’avvio del progetto, il dirigente scolastico del “Panedda”, Gianni Mutzu e la docente Teresamarì Deserra si sono immediatamente impegnati per organizzare i due incontri che si sono svolti il 24 febbraio e sabato scorso. A parlare con gli studenti, gli avvocati Erittu, Ungaro e Orecchioni. Da parte dei ragazzi che hanno affollato l’aula magna, grande interesse: hanno rappresentato le proprie curiosità ed espresso anche alcune perplessità sul sistema nazionale. A colpirli, in particolare, lo scenario drammatico delle carceri italiane.
«Indubbiamente – spiegano i componenti della Camera penale della Gallura – si tratta di una straordinaria occasione per raccontare ai cittadini, studenti ed insegnanti, come i penalisti intendono debba essere garantita la legalità nel processo e nella esecuzione della pena e quale insostituibile funzione di controllo e tutela svolge il difensore nell’esercizio del suo mandato. Parlare dei nostri temi al di fuori dei noti circuiti, accademici o di confronto politico, cercando la contaminazione con quella parte della società estranea al mondo giudiziario è per le Camere penali un obiettivo prioritario perché – concludono – in questa attività di informazione neutrale ed indipendente, rendiamo concreto quell’impegno sociale e civico che permea la funzione difensiva».
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