Radiologia in tilt tempi di attesa sempre più lunghi
di Stefania Puorro
La mancanza di personale rallenta l’attività del reparto Oltre 500 risonanze urgenti arretrate, quasi 300 le Tac
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OLBIA. Prenotare un esame diagnostico a Olbia è sempre più complicato. I tempi di attesa si dilatano, i disagi per i pazienti aumentano e il personale è costretto a fare i salti mortali (rinunciando a ferie e a riposi) per riuscire a garantire un livello minimo di assistenza. Ma se manca il personale (servirebbero almeno altri quattro radiologi, oltre ad alcuni tecnici) inevitabilmente il numero di esami si riduce notevolmente e a subìre il pesante disservizio sono i cittadini. Coloro, cioè, che ogni giorno vanno o telefonano al Cup per prendere un appuntamento sentendosi poi dire, nella maggioranza dei casi, che l’attesa durerà mesi. Per chi, ora, dovesse prenotare una risonanza non urgente, se sarà fortunato riuscirà a trovare un posto nel 2019. Perché quelli messi a disposizione per quest’anno, sono già tutti esauriti.
L’emergenza. Un caso, questo, sollevato nei giorni scorsi anche dal segretario territoriale della Fsi Usae, Vito Langiu, intervenuto per parlare di un’emergenza organici che si sente in tutti i reparti e in tutti e 3 gli ospedali del territorio.
Le risonanze. Lo scorso 16 dicembre, il reparto di radiologia del Giovanni Paolo II aveva dato la disponibilità a riaprire le prenotazioni per quasi tutti gli esami. Tranne per le risonanze, le cui liste sono state sbloccate solo questo mese perché c’era un arretrato pesante: 340 rx urgenti ancora da fare, a cui si aggiungono ovviamente le prestazioni per i pazienti ricoverati che hanno un corsia preferenziale. Quindi: a marzo sono state riaperte le prenotazioni ma non c’è un buco libero almeno sino al 31 dicembre 2018. Non solo. In questo momento è salito di parecchio anche il numero delle risonanze urgenti rimaste indietro: è stata infatti superata quota 500.
Il calo degli esami. La radiologia del Giovanni Paolo II, che è sempre stata un fiore all’occhiello della sanità sarda per la celerità con cui si garantivano tutte le prestazioni diagnostiche, a causa del personale insufficiente adesso può fare solo una seduta di risonanze al giorno. Questo vuol dire otto, al massimo nove rx. Con l’organico al completo, si facevano quattro sedute in una giornata andando a superare le 35 rx al giorno.
Tac ed ecografie. La situazione non è diversa per tac ed ecografie. Anche in questo caso, l’attesa è di parecchi mesi perché ci sono da smaltire 280 tac urgenti e circa 200 ecografie.
I radiologi. I radiologi che lavorano nel dipartimento diagnostico di Olbia sono 16. Un organico fortemente sottodimensionato che andrebbe quantomeno riportato ai numeri del passato, quando gli specialisti a disposizione erano 20. Anche se, per coprire l’altissimo numero di richieste in tempi ragionevoli, servirebbe un ulteriore rafforzamento. Tra l’altro i radiologi di Olbia (ma solo 14 su 16 a turno devono garantire anche le guardie h24 alla Maddalena.
L’emergenza. Un caso, questo, sollevato nei giorni scorsi anche dal segretario territoriale della Fsi Usae, Vito Langiu, intervenuto per parlare di un’emergenza organici che si sente in tutti i reparti e in tutti e 3 gli ospedali del territorio.
Le risonanze. Lo scorso 16 dicembre, il reparto di radiologia del Giovanni Paolo II aveva dato la disponibilità a riaprire le prenotazioni per quasi tutti gli esami. Tranne per le risonanze, le cui liste sono state sbloccate solo questo mese perché c’era un arretrato pesante: 340 rx urgenti ancora da fare, a cui si aggiungono ovviamente le prestazioni per i pazienti ricoverati che hanno un corsia preferenziale. Quindi: a marzo sono state riaperte le prenotazioni ma non c’è un buco libero almeno sino al 31 dicembre 2018. Non solo. In questo momento è salito di parecchio anche il numero delle risonanze urgenti rimaste indietro: è stata infatti superata quota 500.
Il calo degli esami. La radiologia del Giovanni Paolo II, che è sempre stata un fiore all’occhiello della sanità sarda per la celerità con cui si garantivano tutte le prestazioni diagnostiche, a causa del personale insufficiente adesso può fare solo una seduta di risonanze al giorno. Questo vuol dire otto, al massimo nove rx. Con l’organico al completo, si facevano quattro sedute in una giornata andando a superare le 35 rx al giorno.
Tac ed ecografie. La situazione non è diversa per tac ed ecografie. Anche in questo caso, l’attesa è di parecchi mesi perché ci sono da smaltire 280 tac urgenti e circa 200 ecografie.
I radiologi. I radiologi che lavorano nel dipartimento diagnostico di Olbia sono 16. Un organico fortemente sottodimensionato che andrebbe quantomeno riportato ai numeri del passato, quando gli specialisti a disposizione erano 20. Anche se, per coprire l’altissimo numero di richieste in tempi ragionevoli, servirebbe un ulteriore rafforzamento. Tra l’altro i radiologi di Olbia (ma solo 14 su 16 a turno devono garantire anche le guardie h24 alla Maddalena.
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