Acquacoltura e pesca con i nuovi canoni sarà una rivoluzione
Mauro Monaco, presidente del Consorzio molluschicoltori: «Imprese più competitive grazie alle somme risparmiate»
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OLBIA. Soddisfazione del Consorzio molluschicoltori di Olbia per l’approvazione del disegno di legge che allinea i canoni demaniali tra le cooperative e altre forme giuridiche per quanto riguarda le concessioni rilasciate per le attività di pesca e acquacoltura. «È un'ottima notizia per il comparto ittico sardo – dice Mauro Monaco, presidente del consorzio e rappresentante del settore acquacoltura del Flag nord Sardegna – da tempo veniva richiesto questo allineamento e oggi, seppur per un periodo limitato al 2020 a causa della concomitanza del rinnovo di tutte le concessioni (fanno eccezione pochi soggetti in Sardegna tra cui il Consorzio molluschicoltori di Olbia, la cui concessione scadrà nel 2032), le imprese sarde hanno l'opportunità di migliorare la propria competitività grazie ai notevoli risparmi generati dall'abbassamento del canone demaniale. Sino ad oggi infatti le imprese diverse dalle cooperative sostenevano un costo per metro quadro di specchio acqueo concesso pari a 10 volte quello sostenuto dalle cooperative stesse, disincentivando spesso l'attività d'impresa o obbligando le imprese a trasformarsi in cooperative al solo fine di risparmiare sul costo dei canoni».
«Ancora più importante e strategica – aggiunge Monaco – è l'approvazione nello stesso disegno di legge della realizzazione della Direzione generale della pesca, acquacoltura e politiche del mare in seno all’assessorato regionale all'Agricoltura. La nascita della Direzione generale rappresenta un cambiamento epocale per la Sardegna. È così riconosciuta la giusta dignità a un settore che nel futuro sarà strategico per l’isola. Le politiche alimentari mondiali e dell'Unione europea punteranno nei prossimi decenni alla crescita dei settori dell'acquacoltura e avicolo per l'approvvigionamento di proteina da destinare alle popolazioni. La Sardegna con i suoi circa 2000 km di coste e poco più di 10.000 ettari di stagni e lagune può essere leader nelle produzioni ittiche d'eccellenza sia in Italia sia in Europa attraverso una seria e sostenibile politica agricola. La Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare rappresenta per tutto il nostro settore un punto di riferimento tecnico fondamentale nel coordinare le politiche della pesca e acquacoltura, anticipando e programmando nel medio e lungo periodo la crescita di tutti i comparti sino alla trasformazione e commercializzazione». «Oggi – conclude il presidente – il Servizio pesca e acquacoltura è costituito da poche persone che con grande professionalità svolgono un ingente carico di lavoro. L'istituzione della Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare, porterà solo benefici riducendo i carichi di lavoro e migliorando altresì la qualità dei servizi svolti. Si pensi ad esempio ai lunghi tempi sostenuti dalle imprese per il rilascio delle concessioni o all'espletamento dei bandi. Confidiamo quindi che l'Assessorato all'Agricoltura agisca in tempi rapidi, ancor prima dei 3 mesi stabiliti dalla legge, nel favorire l'istituzione della Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare, e avviare una nuova e felice stagione per la crescita e sviluppo del comparto ittico e dell'acquacoltura in Sardegna». (m.b.)
«Ancora più importante e strategica – aggiunge Monaco – è l'approvazione nello stesso disegno di legge della realizzazione della Direzione generale della pesca, acquacoltura e politiche del mare in seno all’assessorato regionale all'Agricoltura. La nascita della Direzione generale rappresenta un cambiamento epocale per la Sardegna. È così riconosciuta la giusta dignità a un settore che nel futuro sarà strategico per l’isola. Le politiche alimentari mondiali e dell'Unione europea punteranno nei prossimi decenni alla crescita dei settori dell'acquacoltura e avicolo per l'approvvigionamento di proteina da destinare alle popolazioni. La Sardegna con i suoi circa 2000 km di coste e poco più di 10.000 ettari di stagni e lagune può essere leader nelle produzioni ittiche d'eccellenza sia in Italia sia in Europa attraverso una seria e sostenibile politica agricola. La Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare rappresenta per tutto il nostro settore un punto di riferimento tecnico fondamentale nel coordinare le politiche della pesca e acquacoltura, anticipando e programmando nel medio e lungo periodo la crescita di tutti i comparti sino alla trasformazione e commercializzazione». «Oggi – conclude il presidente – il Servizio pesca e acquacoltura è costituito da poche persone che con grande professionalità svolgono un ingente carico di lavoro. L'istituzione della Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare, porterà solo benefici riducendo i carichi di lavoro e migliorando altresì la qualità dei servizi svolti. Si pensi ad esempio ai lunghi tempi sostenuti dalle imprese per il rilascio delle concessioni o all'espletamento dei bandi. Confidiamo quindi che l'Assessorato all'Agricoltura agisca in tempi rapidi, ancor prima dei 3 mesi stabiliti dalla legge, nel favorire l'istituzione della Direzione generale della Pesca, Acquacoltura e Politiche del mare, e avviare una nuova e felice stagione per la crescita e sviluppo del comparto ittico e dell'acquacoltura in Sardegna». (m.b.)
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