il processo
Corruzione in tribunale: la parola ai testi della difesa
OLBIA. Nuova udienza nel processo per corruzione che vede imputati l’ex giudice del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano e l’imprenditore olbiese Manule Spano. Ieri, a Roma, la parola è passata ai...
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OLBIA. Nuova udienza nel processo per corruzione che vede imputati l’ex giudice del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano e l’imprenditore olbiese Manule Spano. Ieri, a Roma, la parola è passata ai testi della difesa. Nelle lunghe deposizioni della compagna di Spano e di due conoscenti degli imputati, sono stati ricostruiti i rapporti tra le due coppie (Spano e la compagna da una parte, Cristiano e la compagna, dall’altra), ridimensionando l’accusa sulle presunte utilità, mossa dalla procura di Roma. Rispondendo alle domande dei difensori, gli avvocati Antonello Desini e Guido Da Tome per Spano e l’avvocato Giovanni Azzena per Cristiano, e del pm Stefano Rocco Fava, i testi hanno spiegato alcune circostanze relative a doni o favori che, secondo l’accusa, Spano avrebbe fatto all’allora giudice del tribunale di Tempio. Le utilità contestate sono tre: avergli prestato un furgone, avergli regalato un computer, e averlo aiutato a recuperare la refurtiva rubata a casa sua. I testi hanno dimostrato che il furgone era stato prestato ad una terza persona. Che il computer fu regalato a Cristiano a Natale e che in quella circostanza ci fu uno scambio reciproco di doni tra le coppie. E che la refurtiva fu recuperata grazie al fatto che Spano si rivolse a un suo dipendente che conosceva il presunto autore del furto.
In aula era presente anche Cristiano. Il processo proseguirà l’11 maggio per sentire altri testi a difesa. (t.s.)
In aula era presente anche Cristiano. Il processo proseguirà l’11 maggio per sentire altri testi a difesa. (t.s.)
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