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Olbia

La cena dei 100 giorni in vista della maturità

La cena dei 100 giorni in vista della maturità

Duecento ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori hanno preso parte al rito tradizionale

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TEMPIO. La notte prima degli esami moltiplicata per cento. Tante volte quanti sono i giorni che dovranno ancora trascorrere perché l’esame di Stato, quello che una volta si chiamava di “maturità”, possa davvero avere inizio. Con una ritualità che sembra richiamare una strana alchimia numerica tutti gli studenti delle ultime classi delle scuole superiori cittadine si sono dati ancora una volta appuntamento in un ristorante di Bortigiadas, il Golden Gate, per trascorrere insieme la più simbolica delle date: i 100 giorni che fanno da lungo preludio al congedo definitivo dalla scuola.

Una data spartiacque per tutti, sia per chi, dopo l’esame, continuerà gli studi all’Università, sia per chi tenterà subito la carta del lavoro o del viaggio all’estero per incamerare esperienze formative e professionali che possano arricchire il curriculum. Forse all’appello mancava qualche studente, ma le quinte dei licei “De André” e “Dettori” e dei Tecnici “Pes” e “Ferracciu” erano presenti in molti casi al gran completo. E così non meno di duecento studenti hanno preso parte al rito dei 100 giorni che non poteva ovviamente risparmiare i professori, allegramente “precettati” dagli studenti per stare insieme in un giorno atteso sin dall’inizio dell’anno.

Cento (ma in realtà erano già un po’ meno) è il tot di giorni che scandiscono l’estenuante countdown che traghetterà tutti all’esame, ammesso che si riesca a superare indenni lo scoglio dell’ultimo scrutinio, quello dell’ammissione alle prove, per il quale serve avere la sufficienza in tutte le materie. Ma come si sa, i riti sono “catartici”, liberano da preoccupazioni e timori, e così il pensiero dell’esame è stato bandito almeno per un giorno. Brindisi, coretti, foto ricordo e selfie con compagni di banco e insegnanti di cui forse, dopo l’esame, si perderanno le tracce: anche a questo serve il benaugurale del pranzo dei cento giorni.

In una giornata simile, quando si viene invitati a brindare alla buona sorte di tutti, la sobrietà assoluta diventa un miraggio anche per il più irriducibile degli astemi. Nessun problema però, perché con un servizio navetta gli studenti, per fare ritorno a casa, si sono affidati alle mani esperte di autisti di professione.

Molti di loro hanno proseguito i festeggiamenti in altri locali per brindare all’esame che sarà e alla vita che verrà, iniziando a sfogliare l’album dei ricordi attraverso il racconto di quell’esistenza scolastica che ha a lungo occupato quasi un quarto del totale del tempo sinora vissuto. (g.pu.)

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