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Olbia

Olbia diventa un caso, nessuno rispetta la Ztl: 34mila multe in due mesi

Dario Budroni
Olbia diventa un caso, nessuno rispetta la Ztl: 34mila multe in due mesi

Il sindaco Nizzi: «Cartelli chiari, chi sbaglia paghi». Giovedì sanzionati altri 283

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OLBIA I postini olbiesi da un paio di settimane sono sommersi di lavoro. Ogni mattina sono chiamati a recapitare un numero imprecisato di buste verdi. Sono multe. Alcune cassette della posta si sono addirittura riscoperte improvvisamente troppo piccole per contenere tutta questa mole di carta. È l’effetto dell’accensione delle telecamere nella zona a traffico limitato. I numeri circolati nei giorni scorsi si sono rivelati fin troppo positivi. Ieri il sindaco Settimo Nizzi ha aggiornato il dato: 34mila multe in 52 giorni. Una cosa mai vista. Un record negativo che ora si trasforma in emergenza sociale. Perché sono troppi gli automobilisti ad aver preso anche più di una multa. Qualcuno 40, qualcun altro 25. Quelli che se la passano meglio sono gli olbiesi con 4 o 5 multe. Una mattanza che adesso sfocia in rivolta, visto che ogni verbale è di ben 96 euro, che però diventano 71 per chi decide di pagare entro 5 giorni. In città ormai non si parla d’altro. Su Facebook è di gran lunga l’argomento più gettonato. Dal canto suo il sindaco Settimo Nizzi, che aveva deciso di istituire la Ztl e di accendere le telecamere come accade nelle più grandi città, non si aspettava un risultato di questo tipo. Il primo cittadino sa bene che in città sono in troppi a essere su tutte le furie, ma allo stesso tempo difende la Ztl e invita ancora una volta gli olbiesi a rispettare la segnaletica. Una segnaletica che è però finita al centro delle polemiche. In tanti la ritengono ingannevole, a cominciare dagli schermi luminosi dove compaiono le scritte bianche «Alt, varco attivo», quando il traffico è vietato, e «Varco non attivo», quando invece si può transitare.

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Numeri mostruosi. Nel centro storico di Olbia la Ztl era stata attivata nel gennaio 2017, con chiusura dei varchi dalle 17 alle 24. Esattamente un anno dopo, lo scorso 29 gennaio, il Comune ha però acceso le telecamere. E così è partita la mattanza. Il primo giorno 1.010 multe, il secondo giorno 879. Numeri che sono restati particolarmente alti fino a oggi. Solo sabato scorso, dopo che la polemica era scoppiata già da un pezzo, sia sul giornale che sui social, 500 automobilisti hanno comunque attraversato i varchi della Ztl in orario di chiusura. Mentre mercoledì scorso, quando in città davvero non si parlava d’altro, sono scattate 283 multe.

Cosa sta succedendo. Il sindaco Settimo Nizzi non riesce a darsi una spiegazione. «Sono basito, davvero non riesco a capire perché le persone continuino a oltrepassare i varchi – commenta –. Eppure se ne parla dappertutto. Invece no, ci sono ancora troppi cittadini che imperterriti continuano a beccarsi la multa». Secondo il sindaco la colpa non è della segnaletica. «Le scritte sugli schermi luminosi sono chiare. C’è scritto “Alt, varco attivo”. Cosa significa la parola “Alt”? Vuol dire che non si può passare, non mi sembra una cosa così difficile da capire – dice Nizzi, che ieri ha anche partecipato a una puntata dedicata alla Ztl su Radio Internazionale –. E comunque, noi, non ci siamo inventati nulla. Abbiamo semplicemente applicato le norme ministeriali. È il ministero che autorizza questo tipo di segnaletica. E lo stesse norme ministeriali non prevedono l’utilizzo dei semafori. La Ztl funziona così. Sì, si è venuta a creare una emergenza sociale perché troppi automobilisti non rispettano la segnaletica. Alcuni per distrazione, tanti altri perché erano convinti che non ci sarebbe stata nessuna conseguenza. E tutto questo mi dispiace, perché ci sono tanti cittadini che si sono ritrovati con più di una multa. So che non è facile, ma bisogna pagarle. Noi purtroppo non ci possiamo fare niente».

L’informazione. Poi il sindaco Nizzi ci tiene a sottolineare che le telecamere non sono state accese dall’oggi al domani. «La Ztl esisteva già da un anno prima, con gli stessi orari di oggi. Poi abbiamo attivato il controllo elettronico, ma avevamo cominciato ad avvisare la cittadinanza già alcuni mesi prima – continua Settimo Nizzi –. Nelle settimane precedenti abbiamo ulteriormente informato i cittadini sia attraverso la stampa che sui social. Inoltre abbiamo raddoppiato la segnaletica, abbiamo fatto tutto e di più. Qualcuno ci chiede perché non utilizziamo i dissuasori. La risposta è semplice: prima avevano la loro utilità, adesso no. Oggi c’è un’altra barriera, che è quella elettronica».

Il consenso. Nizzi dice di non temere ripercussioni sul suo personale indice di gradimento. «Se avessi pensato solo al consenso avrei fatto l’opposizione, magari promettendo cose irrealizzabili – dice –. Invece sono il sindaco e il mio compito è quello di cambiare in meglio la città. Il centro storico, senza auto, è molto più bello. Almeno ora cittadini e turisti hanno la possibilità di passeggiare senza correre il rischio di essere investiti. Di certo non è facendo passare le auto che si riempiono i locali e i negozi. Il centro, tra l’altro, è anche circondato di parcheggi».

L’incasso. Il Comune, con le multe arrivate fino a oggi, incasserà oltre 3 milioni di euro. «Il nostro obiettivo non è fare cassa. Il 50 per cento va alla polizia locale, per gli stipendi, i mezzi, la formazione – spiega il sindaco –. Il restante 50 per cento sarà invece investito per migliorare la sicurezza stradale».

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