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LA MADDALENA 

Giornata degli alberi, premiati i vincitori

Giornata degli alberi, premiati i vincitori

Il concorso del Parco: attestati per i cittadini che possiedono piante antiche e particolari

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LA MADDALENA. Al Cea di Stagnali sono stati premiati i vincitori del concorso bandito dal Parco in occasione della “Giornata nazionale degli alberi” al quale hanno partecipato molti cittadini possessori di “grandi alberi” che sono poi quelli maestosi, rari, di specie autoctone, esotiche, ma anche da frutto.

A consegnare gli attestati ai vincitori del concorso il commissario Leonardo Deri, il direttore Yuri Donno e le collaboratrici Antonella Gaio e Paola Brundu che hanno messo in evidenza il lavoro svolto per scegliere fra i tanti progetti presentati. Sono due i premiati: la prima è l’Olea europea var. oleaster della signora Pirina D’Oriano. Tra le cinque istanze presentate, solo questo albero appartiene alla categoria “specie autoctona”, tutti gli altri hanno concorso per la categoria “specie esotiche/da frutto”. E’ un albero con forti caratteristiche di vetustà (200 anni almeno, 3,42 metri di circonferenza, 13,90 metri di altezza) e inoltre ha grande caratterizzazione territoriale in quanto rispecchia i valori della vita agricola che ha segnato l’arcipelago di La Maddalena.

L’altro albero è l’Araucaria heterophylla dell’Istituto San Vincenzo, che rientra nella categoria “specie alloctona/da frutto”. Ai due vincitori il personale del Parco ha consegnato una targa ricordo e un buono in denaro di 100 euro, mentre ai partecipanti verrà consegnato un attestato.

Ad Ester Mattiato e Federico Grondona è andata una targa ricordo. La signora Mattiato ha presentato un Phoenix canariensis che è posto in posizione particolarmente originale, in quanto inglobato all’interno dell’abitazione. Mentre il piccolo Federico Grondona ha presentato una Musa balbisiana che ha un valore sia ambientale sia culturale. Ambientale in quanto rappresenta la testimonianza della resistenza di specie tipiche di ambienti più caldi della Terra. Culturale perché si tratta di un albero che apparteneva a un nonno che non c’è più, lasciato in eredità al nipotino di otto anni. (a.n.)

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