Cna dice sì al metano: rispetto al “Galsi” il progetto è migliore
di Giandomenico Mele
Addio stazione di compressione, depositi meno impattanti La Sgi prevede l’apertura del cantiere entro i prossimi mesi
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OLBIA. «Non siamo i signor no del metano, anzi avevamo visto giusto e il nuovo progetto con il Gnl immesso nella dorsale sarda del gas ci dà ragione». La nuova “via del metano” in Sardegna piace a Benedetto Fois, presidente della Cna Gallura, ma anche un passato da leader del comitato “No Galsi”, che nacque per contrastare il progetto del gasdotto italo-algerino all’epoca sponsorizzato da Governo e Regione. Nel tempo sono cambiate tante cose: il gasdotto Galsi è naufragato insieme alle tensioni geopolitiche dell’area e a un rapporto costi-benefici in cui i conti non tornavano. E oggi in prima fila c’è il progetto di Snam Rete Gas, che si è dichiarata pronta “a investire 300 milioni e a far partire i lavori”. La società per azioni che si occupa del trasporto, dello stoccaggio e della rigassificazione del metano realizzerà la dorsale sarda insieme alla Sgi, la Società gasdotti Italia, destinando 300 milioni allo sviluppo della “rete di alta pressione” che permetterà all’isola l’abbattimento dei costi energetici per le attività industriali ma anche per le utenze domestiche. Entro i prossimi mesi dovrebbe esserci l’apertura del cantiere.
I dubbi del passato. «All’epoca ci impressionò pensare di dover essere dipendenti dall’Algeria, una zona del mondo caratterizzata dall’instabilità politica – spiega Benedetto Fois –. Già da allora spingevamo per l’utilizzo delle navi gasiere, col trasporto del gas sotto forma criogenica. Non siamo mai stati contrari al metano come risorsa, tra l’altro il Gnl garantisce una resa decisamente migliore, con una riduzione delle emissioni e abbattendo il gap dei costi energetici per la Sardegna. Il gas fornito con navi cisterna va depositato e fornito in serbatoio criogenico con gas a -162 gradi, pompato successivamente da pompe idrauliche, che lo portano alla pressione desiderata (circa 35 bar) e poi immesso nella rete – continua Fois –. Il gas liquido a -162 gradi passa nel rigassificatore, viene a contatto con la temperatura atmosferica e passa dallo stato liquido a quello gassoso con un rapporto di 1 a 600. Processo che dimostra l’efficienza energetica di questa fonte».
Il progetto. Ora esiste l’impegno congiunto di Snam e Sgi per la realizzazione del progetto – con la benedizione del Mise e della Regione – e una data sull’inizio dei lavori, fissata entro il 2018 per via del complesso iter autorizzativo per un’opera che taglierà in due l’isola unendo Cagliari a Porto Torres e raggiungendo Olbia attraverso uno snodo che partirà da Codrongianos. Ci saranno poi 16 snodi secondari, che avvicineranno la dorsale ai depositi e ai rigassificatori.
Il percorso. «Se fossero state fatte delle modifiche al progetto Galsi, avremmo rivisto la nostra posizione – sottolinea Fois –. Ebbene, il nuovo metanodotto va in questa direzione. La dorsale seguirà il tracciato stradale della 131. Poi c’è la volontà di utilizzare in prevalenza maestranze locali, disponibilità che Galsi non aveva mai manifestato. Parliamo di lavori che portano un beneficio diretto per il territorio, c’è un progetto di metanizzazione chiaro e sicuro». «Eravamo un manipolo di persone spesso guardate con sospetto, ma il tempo ci sta dando ragione – ribadisce il presidente di Cna Gallura -. Uno dei punti qualificanti del nuovo progetto è l’assenza di una stazione di compressione, che all’epoca ricadeva su una Zona a protezione speciale. I depositi costieri di Gnl, previsti dal nuovo progetto, sono meno impattanti». «Oggi ci troviamo in una situazione di libero mercato – conclude Fois –. Con l’arrivo delle navi gasiere si può decidere il fornitore in base alla convenienza. Col Galsi saremmo stati vincolati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I dubbi del passato. «All’epoca ci impressionò pensare di dover essere dipendenti dall’Algeria, una zona del mondo caratterizzata dall’instabilità politica – spiega Benedetto Fois –. Già da allora spingevamo per l’utilizzo delle navi gasiere, col trasporto del gas sotto forma criogenica. Non siamo mai stati contrari al metano come risorsa, tra l’altro il Gnl garantisce una resa decisamente migliore, con una riduzione delle emissioni e abbattendo il gap dei costi energetici per la Sardegna. Il gas fornito con navi cisterna va depositato e fornito in serbatoio criogenico con gas a -162 gradi, pompato successivamente da pompe idrauliche, che lo portano alla pressione desiderata (circa 35 bar) e poi immesso nella rete – continua Fois –. Il gas liquido a -162 gradi passa nel rigassificatore, viene a contatto con la temperatura atmosferica e passa dallo stato liquido a quello gassoso con un rapporto di 1 a 600. Processo che dimostra l’efficienza energetica di questa fonte».
Il progetto. Ora esiste l’impegno congiunto di Snam e Sgi per la realizzazione del progetto – con la benedizione del Mise e della Regione – e una data sull’inizio dei lavori, fissata entro il 2018 per via del complesso iter autorizzativo per un’opera che taglierà in due l’isola unendo Cagliari a Porto Torres e raggiungendo Olbia attraverso uno snodo che partirà da Codrongianos. Ci saranno poi 16 snodi secondari, che avvicineranno la dorsale ai depositi e ai rigassificatori.
Il percorso. «Se fossero state fatte delle modifiche al progetto Galsi, avremmo rivisto la nostra posizione – sottolinea Fois –. Ebbene, il nuovo metanodotto va in questa direzione. La dorsale seguirà il tracciato stradale della 131. Poi c’è la volontà di utilizzare in prevalenza maestranze locali, disponibilità che Galsi non aveva mai manifestato. Parliamo di lavori che portano un beneficio diretto per il territorio, c’è un progetto di metanizzazione chiaro e sicuro». «Eravamo un manipolo di persone spesso guardate con sospetto, ma il tempo ci sta dando ragione – ribadisce il presidente di Cna Gallura -. Uno dei punti qualificanti del nuovo progetto è l’assenza di una stazione di compressione, che all’epoca ricadeva su una Zona a protezione speciale. I depositi costieri di Gnl, previsti dal nuovo progetto, sono meno impattanti». «Oggi ci troviamo in una situazione di libero mercato – conclude Fois –. Con l’arrivo delle navi gasiere si può decidere il fornitore in base alla convenienza. Col Galsi saremmo stati vincolati».
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