Strada abusiva, dirigenti divisi
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, ok dell’ex funzionario al cantiere di cui è responsabile il delegato Occhioni. No del nuovo
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ARZACHENA. Due dirigenti comunali, due differenti interpretazioni del Piano di utilizzo dei litorali. A tre mesi l'una dall'altra. Per questa ragione i lavori per la realizzazione di una strada di collegamento e il posizionamento di un chiosco bar in località Le Piscine, nella spiaggia tra Cannigione e Palau, sono stati prima autorizzati e poi bloccati. In mezzo alle disquisizioni tecniche e prudenziali del Comune c'è il direttore dei lavori: Michele Occhioni, che è anche consigliere con delega all'Ambiente. L'incarico della sua vita professionale intrecciato con quella amministrativa si è trasformato in un caso politico: le minoranze hanno chiesto le sue dimissioni, per incompatibilità fra i ruoli.
Ruoli compatibili, invece, per il sindaco Roberto Ragnedda: «È un consigliere, non un assessore». Interpretazioni. Provvedimento legittimo per il dirigente Stefano Forgiarini, che ha dato il via libera ai lavori, illegittimo per l'attuale dirigente all'Urbanistica, Mario Chiodino: li ha sospesi con un'ordinanza a fine marzo, in attesa cioè che venga chiarito se siano o meno in contrasto con quanto disciplinato dal Pul, adottato dal Consiglio comunale il 27 novembre 2015. Perché per la spiaggia “Le Piscine”, si legge nell'ordinanza, «non è prevista attività di chiosco bar al servizio della balneazione, né alcuna strada di collegamento». Sopralluogo. Un paio di settimane fa i tecnici comunali durante un controllo rilevano una pista carrabile, con scavi e riporti. Intervento classificato dal dirigente come «una trasformazione urbanistica del territorio sotto l'aspetto ambientale, estetico e funzionale». Il 23 gennaio il Suape rilascia l'autorizzazione per un nuovo chiosco. Dagli elaborati grafici il progetto prevede il posizionamento della struttura a ridosso della spiaggia e la creazione di una strada di collegamento. Sospensione cautelare. Il cantiere che aveva aperto i battenti nei giorni scorsi è fermo. «Ma non sono stati rilevati abusi, né responsabilità amministrative e penali – sottolinea il capogruppo di maggioranza, Mario Russu -. È un atto di sospensione per fugare dubbi sull'applicazione delle norme. La richiesta per la realizzazione delle opere risale al 2014. Nel 2015, con l'approvazione del Pul sono scattate le norme di salvaguardia dei tratti costieri, ma a novembre 2017 è entrata in vigore una legge regionale che di fatto liberalizza alcuni tipi di intervento nelle aree balneari: parcheggi e chioschi. È evidente che va fatta chiarezza». E non solo per questa pratica. «Ci sono altre richieste di chioschi, per questo mesi fa – spiega Russu -, abbiamo chiesto un incontro a Cagliari con la direzione regionale generale all'urbanistica».
Ruoli compatibili, invece, per il sindaco Roberto Ragnedda: «È un consigliere, non un assessore». Interpretazioni. Provvedimento legittimo per il dirigente Stefano Forgiarini, che ha dato il via libera ai lavori, illegittimo per l'attuale dirigente all'Urbanistica, Mario Chiodino: li ha sospesi con un'ordinanza a fine marzo, in attesa cioè che venga chiarito se siano o meno in contrasto con quanto disciplinato dal Pul, adottato dal Consiglio comunale il 27 novembre 2015. Perché per la spiaggia “Le Piscine”, si legge nell'ordinanza, «non è prevista attività di chiosco bar al servizio della balneazione, né alcuna strada di collegamento». Sopralluogo. Un paio di settimane fa i tecnici comunali durante un controllo rilevano una pista carrabile, con scavi e riporti. Intervento classificato dal dirigente come «una trasformazione urbanistica del territorio sotto l'aspetto ambientale, estetico e funzionale». Il 23 gennaio il Suape rilascia l'autorizzazione per un nuovo chiosco. Dagli elaborati grafici il progetto prevede il posizionamento della struttura a ridosso della spiaggia e la creazione di una strada di collegamento. Sospensione cautelare. Il cantiere che aveva aperto i battenti nei giorni scorsi è fermo. «Ma non sono stati rilevati abusi, né responsabilità amministrative e penali – sottolinea il capogruppo di maggioranza, Mario Russu -. È un atto di sospensione per fugare dubbi sull'applicazione delle norme. La richiesta per la realizzazione delle opere risale al 2014. Nel 2015, con l'approvazione del Pul sono scattate le norme di salvaguardia dei tratti costieri, ma a novembre 2017 è entrata in vigore una legge regionale che di fatto liberalizza alcuni tipi di intervento nelle aree balneari: parcheggi e chioschi. È evidente che va fatta chiarezza». E non solo per questa pratica. «Ci sono altre richieste di chioschi, per questo mesi fa – spiega Russu -, abbiamo chiesto un incontro a Cagliari con la direzione regionale generale all'urbanistica».
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