Lite e coltellata, un regolamento di conti
di Angelo Mavuli
Uno dei due arrestati è di Calangianus, l’altro di Luras: oggi la convalida. Resta in ospedale il marocchino ferito
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TEMPIO. Mauro Contena, 25 anni operaio di Luras, e Marco Ricciu, 28 anni, imprenditore sugheriero di Calangianus, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Tempio, al termine di un lungo interrogatorio avvenuto nella notte fra mercoledì e giovedì, nell’ambito delle indagini per l’accoltellamento del 25enne El Hakimi Abesand, venditore ambulante nei mercati zonali e calciatore del Lauras, squadra di calcio di 1° categoria.
Oggi alle 9,30, nel carcere di Nuchis, dove i due sono stati rinchiusi, si terrà l’udienza di convalida. Marco Contena è difeso dagli avvocati Maurizio e Nicoletta Mani, Marco Ricciu dall’avvocato Alessandra Cocco, tutti del foro di Tempio. Buone le condizioni di salute del giovane accoltellato, trattenuto ancora in osservazione nel reparto di Chirurgia del Paolo Dettori.
Dinamiche. La ferita al fianco sinistro, provocata, pare, dalla stoccata di un coltello serramanico del tipo Pattadese, il cui possessore deve essere ancora individuato, non desta comunque preoccupazione. Chiarite e ricondotte nella giusta luce anche le circostanze che avrebbero portato all’accoltellamento e che permangono comunque gravissime dal punto di vista sociale.
Rappresaglie. A suscitare l’ira dei due contro il marocchino, secondo una ricostruzione dei carabinieri non ancora ufficializzata, sarebbe stata - ma il condizionale è d’obbligo - una aggressione (mercoledì pomeriggio) da parte di El Hakimi contro un fratello minore di uno dei due fermati. Il ragazzino, stando alle accuse, sarebbe stato bloccato e minacciato da El Hakimi Abesand a Lu Bastioni, il belvedere del paese. Il ragazzino sarebbe stato sbattuto contro la ringhiera di protezione riportando dei traumi alla schiena per i quali pare sia stato portato anche dal medico. A scatenare l’ira del giovane marocchino sembra sia stato lo sfottò a cui il ragazzino, con diversi altri suoi compagni, lo avrebbe sottoposto a da giorni ogni volta che lo incontrava. Dal racconto del minore, sarebbe nata l’azione punitiva di Mauro Contena e Marco Ricciu che non ha avuto fortunatamente esiti più gravi grazie all’intervento di El Hakimi Yassine, 36 anni, fratello maggiore di Abessand.
Silenzio. I due fratelli marocchini non danno alcun chiarimento e all’unisono, stringendosi la mano e ringraziando più volte Dio che li ha protetti in questa circostanza, non aggiungono altro. Né sugli autori dell’aggressione né tanto meno sulla circostanza degli sfottò, causa della successiva rappresaglia.
Paese sotto choc. Tanto stupore per quanto accaduto a Calangianus, già colpito di recente da altri fatti di cronaca che hanno toccato la comunità nel profondo dell’animo e che, suo malgrado, ha dovuto stringersi troppo spesso attorno a diverse famiglie condividendo il loro dolore. Costernato, sbalordito e anche angustiato, mercoledì sera, il sindaco Fabio Albieri quando ha appreso la notizia dell’accoltellamento. Mai come ora la comunità calangianese ha necessità di sentire vicina l’intera Gallura.
Oggi alle 9,30, nel carcere di Nuchis, dove i due sono stati rinchiusi, si terrà l’udienza di convalida. Marco Contena è difeso dagli avvocati Maurizio e Nicoletta Mani, Marco Ricciu dall’avvocato Alessandra Cocco, tutti del foro di Tempio. Buone le condizioni di salute del giovane accoltellato, trattenuto ancora in osservazione nel reparto di Chirurgia del Paolo Dettori.
Dinamiche. La ferita al fianco sinistro, provocata, pare, dalla stoccata di un coltello serramanico del tipo Pattadese, il cui possessore deve essere ancora individuato, non desta comunque preoccupazione. Chiarite e ricondotte nella giusta luce anche le circostanze che avrebbero portato all’accoltellamento e che permangono comunque gravissime dal punto di vista sociale.
Rappresaglie. A suscitare l’ira dei due contro il marocchino, secondo una ricostruzione dei carabinieri non ancora ufficializzata, sarebbe stata - ma il condizionale è d’obbligo - una aggressione (mercoledì pomeriggio) da parte di El Hakimi contro un fratello minore di uno dei due fermati. Il ragazzino, stando alle accuse, sarebbe stato bloccato e minacciato da El Hakimi Abesand a Lu Bastioni, il belvedere del paese. Il ragazzino sarebbe stato sbattuto contro la ringhiera di protezione riportando dei traumi alla schiena per i quali pare sia stato portato anche dal medico. A scatenare l’ira del giovane marocchino sembra sia stato lo sfottò a cui il ragazzino, con diversi altri suoi compagni, lo avrebbe sottoposto a da giorni ogni volta che lo incontrava. Dal racconto del minore, sarebbe nata l’azione punitiva di Mauro Contena e Marco Ricciu che non ha avuto fortunatamente esiti più gravi grazie all’intervento di El Hakimi Yassine, 36 anni, fratello maggiore di Abessand.
Silenzio. I due fratelli marocchini non danno alcun chiarimento e all’unisono, stringendosi la mano e ringraziando più volte Dio che li ha protetti in questa circostanza, non aggiungono altro. Né sugli autori dell’aggressione né tanto meno sulla circostanza degli sfottò, causa della successiva rappresaglia.
Paese sotto choc. Tanto stupore per quanto accaduto a Calangianus, già colpito di recente da altri fatti di cronaca che hanno toccato la comunità nel profondo dell’animo e che, suo malgrado, ha dovuto stringersi troppo spesso attorno a diverse famiglie condividendo il loro dolore. Costernato, sbalordito e anche angustiato, mercoledì sera, il sindaco Fabio Albieri quando ha appreso la notizia dell’accoltellamento. Mai come ora la comunità calangianese ha necessità di sentire vicina l’intera Gallura.
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