«Non abituiamoci a questa “normalità”»
L’aggressione a El Hakimi Abesand, calciatore di una certa notorietà, e tutti gli altri eventi ad essa collegata, ha suscitato, ovviamente, enorme scalpore, commenti di varia natura, sentimenti di...
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L’aggressione a El Hakimi Abesand, calciatore di una certa notorietà, e tutti gli altri eventi ad essa collegata, ha suscitato, ovviamente, enorme scalpore, commenti di varia natura, sentimenti di solidarietà per la comunità gallurese, sempre aperta ed accogliente e anche considerazioni rassegnate quasi nichilistiche. «A significare, forse, fa notare un insegnante delle scuole medie tempiesi a nome di altri colleghi, (hanno in mente di organizzare prossimamente un sorta di incontro dibattito sull’accoglienza e sulla sopportazione reciproca) che in un panorama che quotidianamente racconta e mostra accadimenti ed episodi anche peggiori di questi, forse, un “accoltellamento” di questo tipo non merita molta attenzione. Da mettere in conto quindi non più come una fatto raro ma come una evenienza “normale”. Sarebbe pericoloso - dice l’insegnante -, se ci abituassimo a questa “normalità” e contro questa accettazione dovremmo combattere». (a.m.)
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